L'Editoriale

Le ragioni di una sconfitta. Così Matteo l’illusionista si becca il voto di protesta

Non giriamoci attorno: il risultato elettorale in Umbria è chiaro e consegna alla Lega con i suoi vassalli Meloni e Berlusconi una vittoria limpida. Attribuirne tutti i meriti alle vicende locali è un evidente errore, perché il vento che spinge Salvini si sente in tutto il Paese, ed è un vento che annuncia di trasformarsi in tempesta. Per proteggersi, Cinque Stelle e Pd hanno provato a stringersi, unendo le forze, ma venti punti di distacco in una regione per di più tradizionalmente rossa dicono tutto: non siamo sulla strada giusta.

Dunque non resta che avvilirsi? O aspettare la fine sperando che la maggioranza di Giuseppe Conte resista quanto più è possibile asserragliata nel Palazzo? Se lo scoraggiamento è solo una perdita di tempo, perché tanto i problemi restano e fare i depressi non aiuta affatto ad affrontarli, per quanto riguarda le alternative ce n’è ancora qualcuna. Per non commettere altri errori bisogna però partire da una amara constatazione della realtà: i grandi obiettivi del Movimento non scaldano gli animi come un tempo.

Tra il taglio dei parlamentari e il taglio delle tasse la stragrande maggioranza degli elettori, soprattutto al Nord, sceglie la seconda opzione, e così è per molti altri punti del programma, premesso che Reddito di cittadinanza e taglio dei vitalizi sono dati per acquisiti. Sulla pagina social del nostro giornale abbiamo chiesto perciò di indicare le nuove parole guerriere.

Chi volesse può trovare diverse centinaia di commenti, visibili a tutti su Facebook, ma la richiesta più pressante è stata quella di poter comunicare meglio quello che fa il Movimento, sgomberando il campo dalla montagna di bugie con cui Salvini sta fregando proprio ai 5S il consenso.

Visti come forza di cambiamento, i grillini sono raccontati per ore e ore tutti i giorni e su tutte le tv come la nuova casta, i guardiani delle tasse, vogliosi di mettere a tutti le manette, per non parlare della narrazione classica sugli incompetenti. Così quel voto genuino di protesta e di rivoluzione che hanno preso a piene mani in passato ora se lo becca tutto la Lega, che in realtà è il partito più antico presente in Parlamento, però con una capacità darwiniana di camuffarsi e in questo modo conservarsi da decenni.

Chi ha votato i 5Stelle per cambiare oggi vota per lo stesso motivo Salvini, senza che si alzi una voce capace di impedire questa truffa rilanciata da quasi tutti i giornali e le reti tv, soprattutto private. Per i Cinque Stelle ci sono perciò molte cose da analizzare e poi da fare, tenendo a mente che gli avversari veri sono fuori e non dentro il Movimento, e se parlare di leadership non è illegittimo, prima è più urgente trovare nuove parole guerriere, e poi comunicarle, senza farsi maltrattare come avvenuto finora e smascherando i ladri di verità, prima ancora che del consenso.