L’economia rischia di collassare

di Gaetano Pedullà

L’anno è iniziato decisamente male sui mercati. E la paura che la Grecia mandi al governo un partito euroscettico, magari capace di uscire dalla moneta comune, è il pretesto perfetto per una nuova tempesta finanziaria. Gli elementi ci sono tutti. Wall Street è salita troppo e prima o poi deve scendere, dunque meglio speculare da altre parti. Il petrolio ieri ha sfondato al ribasso i 47 dollari al barile, segno che dietro al calo non c’è solo la pressione dei produttori arabi per far saltare l’industria dello shale gas su degli Stati Uniti, ma la convinzione che la crescita mondiale (e dunque la richiesta di energia) frenerà ancora. L’Europa ha dimostrato di avere una Banca centrale che si limita agli annunci o al massimo a usare l’aspirina. E ora che la Fed sta per alzare il costo del denaro e l’euro perde finalmente valore sul dollaro, l’industria manifatturiera e l’export non potranno avvantaggiarsene perché le banche sono tornate sotto pressione e difficilmente allenteranno il credit cruch, rilanciando le imprese e l’occupazione. L’economia mondiale rischia dunque di tornare a collassare. Ma a Roma, dove si gioca al totoquirinale e al salvaberlusconi, hanno altro a cui pensare.

  • Saverio Schinzari

    Napolitano, ci sono troppe mani e manine in questo Paese pro domo loro nella grande dittatura che ci governa indecentemente da due anni e passa. Non ti sembra che sia arrivato il momento di sciogliere immediatamente questa fonte di infezione, le Camere, elette illegittimamente secondo la Consulta ed indire nuove elezioni ? Suvvia, uno scatto di reni, e riprenditi alla grande la tua autonomia di cui hai fatto sfoggio durante il tuo regno. Mese più mese meno, cambia ben poco per la tua salute, rimandando le dimissioni. Una nuova storia ci sarà anche per te. Il totoquirinale lo rimandiamo. Sono ben altri i problemi che attendono soluzione.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

L’inutile guerra a Bettino

Un Paese che guarda avanti utilizzando gli occhiali del passato. E per questo sbatte regolarmente la testa al muro. Non bastassero i problemi che abbiamo, se per un giorno non c’è motivo di polemizzare e di dividerci, ecco che lo costruiamo in quattro e quattr’otto, a costo di spostarci con la memoria alla tangentopoli di…

Continua

Il fantastico Centro per l’impiego

In Italia un centro per l’impiego come quello che aprono oggi i Cinque Stelle non si era visto mai. I posti in palio sono decine e la paga non è male. Nessuna paura se non si dispone di un gran curriculum: basterà che votino un po’ di buoni amici e il gioco è fatto, si…

Continua

De Benedetti, l’autogol delle toghe

Se l’Italia è il Paese dei furbi che conosciamo parte della colpa è di una Giustizia che si fa fatica a comprendere, oltre che sentire giusta. E come credere davvero che la Legge sia uguale per tutti quando sentiamo da una parte il pm Di Matteo risalire agli Assiri e ai Babilonesi pur di incastrare…

Continua

Fake news e altre promesse

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai. Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre…

Continua

La fortuna dei manager perplessi

La tassa sui sacchetti dell’ortofrutta non smette di stupire, non solo per l’approssimazione con cui si è fatta la norma, perfetta per fare incassare i produttori, molto meno per ridurre l’inquinamento. Renzi e il Pd hanno difeso a spada tratta l’iniziativa, senza spiegare però – se è così nobile – per quale motivo l’hanno infilata…

Continua

I voti del Pd gettati via a sacchetti

Matteo Renzi non ci sta a prendersi le maledizioni dei consumatori, centuplicate dai social network, per la norma che fa pagare le bustine dell’ortofrutta. L’esborso ha una nobile motivazione di politica ambientale – rivendica l’ex premier – ed è una fake news che il Parlamento abbia favorito una specifica azienda, facendo riferimento alla Novamont guidata…

Continua

Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

Continua

Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

Continua

Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

Continua

Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

Continua