Legge elettorale, un errore avere timore delle urne

di Gaetano Pedullà

La Consulta boccia l’Italicum ma mette il Paese nelle condizioni di tornare presto alle urne. Nella situazione attuale è la migliore cosa possibile, ed è indifendibile la trincea alzata da D’Alema e tutti gli altri destinati a restare fuori dal Parlamento. Per i loro interessi di bottega preferirebbero lasciare l’Italia nella situazione in cui si trova, con un Governo debolissimo e attaccato ora al solo salvagente di Mattarella.

Il Capo dello Stato, che ha già fatto sapere di non voler chiudere anticipatamente la legislatura se non ci sarà una legge elettorale coerente tra le due Camere, potrebbe essere l’ultimo ostacolo a un voto che ai due grandi player serve prima possibile. Serve ai Cinque Stelle, che oggi puntano al 40% e quindi a governare da soli con il premio di maggioranza, e serve a Renzi, che da segretario Pd potrà far fuori la sinistra interna al suo partito, puntare ad arrivare anche secondo dietro Grillo e poi fare l’accordone con Berlusconi e il centrodestra moderato. Comunque vada tutto sarà meglio di un Paese affidato a un Governo proforma come quello Gentiloni, capace solo di gestire l’ordinario mentre attorno tutto va a rotoli.

 

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Stipendi Rai, deroga disgustosa

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Dalla Direzione Antimafia a uno dei magistrati simbolo della lotta alle mafie, il procuratore Gratteri, sino a molti politici e alla sollevazione sui social network, è tutto un coro di No alla possibilità che il capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, sia scarcerato per andare a morire in casa sua. A 86 anni…

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Se mai servisse un buon motivo per decidere cosa è meglio tra andare presto al voto o continuare a galleggiare appesi al governo Gentiloni, si può fare un salto a Madrid e guardarsi attorno. Anche la Spagna, come noi, ha sofferto per la crisi finanziaria contagiata all’Europa dagli americani dopo il crollo della Lehman Brothers.…

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