Lo stipendio per tutti è un’illusione

di Gaetano Pedullà

Renzi si è afflosciato e ormai anche i suoi fedelissimi hanno perso la speranza di andare presto alle urne. La Consulta pretende un sistema elettorale che garantisca maggioranze omogenee tra Camera e Senato. Fare la legge però è una parola, e con i signori parlamentari che possono farsi levare tutto ma non il vitalizio c’è poca speranza di votare a giugno. Una volta scavallata l’estate ci sarà la finanziaria e a quel punto sarà inevitabile la fine naturale della legislatura a febbraio 2018. Nonostante questo scenario, da un Centrodestra con poche idee e nessun vero leader è saltata fuori l’idea di riconoscere a tutti il reddito di cittadinanza. L’idea è un cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, e a destra è stata sempre considerata una boiata pazzesca. Primo perché costa un botto, e per trovare questi soldi i soliti contribuenti dovranno pagare più tasse, e poi perché è culturalmente dannosa. Dare uno stipendio senza che lo si guadagni è il certificato di resa ai fannulloni. Eppure persino Berlusconi oggi accarezza questo strumento che non si sa quanto serva ma di certo acchiappa voti. L’ennesimo piccolo calcolo sul grande dramma del lavoro.

  • Saverio Schinzari

    E’ uno strumento di democrazia, riconosciuto in gran parte d’Europa, visto i tanti ladri che poltriscono tra le istituzioni.

 

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Il prezzo troppo caro del consenso

L’Europa ha voglia di sgolarsi per dirci che non possiamo aumentare il debito dello Stato all’infinito. Qui però tra poco si vota e tra populismi e astensionismo il prezzo del consenso è schizzato alle stelle. Ieri su La Notizia abbiamo fatto una ricognizione dell’assalto alla Manovra, dove i parlamentari all’ultima spiaggia stanno cercando di far…

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Per la salute nessuno fa sciopero

Possiamo prendercela con la malasanità o la sfortuna, ma la  morte di una ragazzina lasciata per ore in un ospedale romano senza la giusta assistenza ha poco a che fare con l’una e con l’altra. Certo, i medici possono sbagliare come sbaglia chiunque, ma se si lavora in condizioni di perenne emergenza l’errore da possibile…

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La sfortuna falso alibi a Bruxelles

Sarà pure che un giocatore non si giudica dai calci di rigore, ma quando è il momento del colpo vincente chissà come mai l’Italia non vince mai. Non abbiamo ancora digerito l’eliminazione dai Mondiali di calcio ed ecco che la sorte ci leva l’assegnazione a Milano dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Un’autorità che tra posti…

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Dopo Riina sarà tutta un’altra mafia

Nemmeno la Chiesa porge l’altra guancia a Totò Riina, boss che i vescovi ritengono indegno del funerale pubblico e di una pietà che la mafia non ha mai avuto per nessuno. Quest’uomo che non ha mai rinnegato il suo passato, che è morto da padrino, che si porta all’altro mondo i segreti più inconfessabili del…

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Ora basta pagare per le banche

Questa storia degli italiani che pagano per i disastri delle banche deve finire. Ai risparmiatori cornuti per aver rimesso un sacco di soldi negli istituti tecnicamente falliti, vanno sommati i contribuenti mazziati, con le cui tasse si sono tamponate le voragini lasciate dal Monte Paschi alla Popolare di Vicenza, senza dimenticare l’Etruria e gli altri…

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Azzeriamo i signori del pallone

Sono i signori dello sport ma dallo spirito sportivo non hanno preso niente. I vertici del calcio italiano stanno facendo uno spot devastante sui peggiori vizi del Paese: non assumersi mai le proprie responsabilità, scaricare le colpe sugli altri e soprattutto tenere il sederino ben incollato alle poltrone. Dopo l’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali era…

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Che lavoro sporco in Libia

Le ultime immagini dall’inferno arrivano con un video diffuso dalla Cnn. I migranti intrappolati in Libia vengono venduti all’asta, moderni schiavi a cui noi italiani brava gente abbiamo messo le catene. Le politiche decise dal nostro Paese, sia chiaro con la benedizione dell’Europa, stanno provocando un immenso crimine contro l’umanità. Questo giornale lo scrive da…

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Basta silenzi sui disastri delle banche

Che sarebbe servita a poco era chiaro sin dal principio. La commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche costituta a pochi mesi dallo scioglimento del Parlamento e con il solo potere di fare audizioni, in queste condizioni poteva fare poco. Ora che abbiamo visto con che piede è partita siamo però certi che farà pochissimo. La prova…

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Alle urne come peggio non si può

L’ultimo capitolo della legge elettorale non poteva che chiudersi così: proteste in Aula al Senato, proteste in piazza, disgusto persino da parte di molti senatori che oggi chiuderanno la partita, mettendoci nelle condizioni di andare tra qualche mese a votare. Non illudiamoci su altri tipi di finali: saltato l’improbabile tentativo di accordo tra Renzi, Grillo…

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Referendum, ha vinto soltanto Zaia

Un giorno di euforia ci stava pure. Portare cinque milioni e mezzo di persone a rispondere su una domanda ovvia – volete o no più autonomia? – non era facile, anche se per riuscirci si sono spesi tanti soldi pubblici. Adesso Maroni tratterà con Gentiloni, il Veneto chiederà lo Statuto speciale e domani non succederà…

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