Meno tasse. L’unica vera ricetta

di Gaetano Pedullà

A mali estremi, estremi rimedi. La batosta elettorale non lascia scelta al premier se vuol mangiare il panettone a Palazzo Chigi. Gli italiani non si fanno più incantare dalla sua gestione del potere, dagli annunci di riforme, dall’ottimismo oltre ogni ragione. Servono fatti. E fatti concreti, possibilmente più croccanti degli 80 euro di detrazione fiscale che sarebbero andati bene come antipasto, e non come primo, secondo e dessert. Con la sorpresa che poi molti hanno pure dovuto pagare il conto, restituendo la detrazione ottenuta.

Oltre che fare autocritica, commissariare il partito qua e là, aggiustare la squadra dei collaboratori, se davvero vuole uscire dal tunnel Renzi può solo iniziare a tagliare sul serio le tasse, a partire dall’Irpef e dai balzelli più odiati, come il bollo auto. Questa volta però non sono permessi inganni. Operazioni come l’abolizione di Equitalia hanno senso se poi si attenua la pressione su chi non riesce a pagare le tasse (non su chi evade per spararsi i soldi dello Stato). Fare il gioco delle tre carte, chiudendo Equitalia per armare l’Agenzia delle Entrate, servirà solo a far perdere l’ultimo briciolo di fiducia.

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