Più credito. La riforma che ci manca

di Gaetano Pedullà

In cinque anni il credito bancario agli artigiani e alle piccole e medie imprese è diminuito del 20%. In tutto (considerando anche la grande industria) fanno 112 miliardi con cui si sarebbero fatti investimenti, assunzioni, pagamenti delle fatture in tempi dignitosi. Colpa delle attuali regole bancarie: un vestito fatto su misura per le imprese del nord Europa. Secondo un rapporto diffuso ieri dalla Cna questo trend non è cambiato nemmeno con i miliardi messi nel sistema dalla Bce di Mario Draghi.

I soldi, insomma, non arrivano a chi produce e in Italia in particolare a quelle imprese che sono il vero motore dell’economia. Mentre il nostro premier festeggia la maggiore flessibilità sui conti pubblici concessa da Bruxelles – in sostanza una stretta in più alla corda del deficit che ci sta strangolando – l’Italia resta inerte nel rivendicare un radicale cambiamento delle regole di Basilea. Norme con le quali non solo si sono ammazzate le imprese, ma anche le stesse banche che non hanno più rivisto i soldi prestati a chi è fallito. Fare questa battaglia in Europa non ci costerebbe nulla, tranne far infuriare sul serio Berlino. E questo Renzi non se lo può permettere.

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