Regioni più dannose del virus

di Gaetano Pedullà
FONTANA TOTI

L’eroismo dei soldati, la confusione dei comandi. Nelle guerre degli italiani questa è una costante, e la guerra al Coronavirus non fa differenza. I medici, gli infermieri, i farmacisti ci rimettono anche la pelle mentre il Governo dice una cosa e le Regioni un’altra. E chi se ne frega se questo conflitto nelle decisioni rende tutto più difficile e rischia di allungare la nostra prigionia in casa, attaccati alle televisioni o ai telefonini in attesa delle notizie dal fronte: se i morti sono di più o di meno, a quanto siamo arrivati con i contagiati e con i guariti. In una recente trasmissione tv avevo detto che quando l’emergenza sarà finita bisognerà ripensare al nostro regionalismo, ai limiti e ai costi esorbitanti che comporta, sentendomi rispondere che questa è una minchiata.

A parlare era il più minchione dei nostri governatori, il presidente ligure Giovanni Toti, che a sprezzo del ridicolo rivendicava l’ottimo lavoro delle Regioni, al contrario di quei perdigiorno di Conte e dei suoi ministri che a Roma “non hanno capito” il dramma del Nord, per usare le parole del collega lombardo Attilio Fontana. Purtroppo il nostro è il Paese delle rendite di posizione, e la succulenta mangiatoia delle Regioni fa gola a troppi per ammettere non solo che brucia miliardi, ma che ingarbuglia e duplica molte mansioni, come abbiamo visto fino a ieri con la richiesta di sperimentare sia in Piemonte che in Veneto il farmaco che in Giappone pare abbia qualche successo contro il Covid-19, e di cui l’Aifa, l’Agenzia nazionale per farmaco, altro ente inutile e mangiasoldi, si teneva l’autorizzazione nel cassetto.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

L’Inps patrimonio del Paese

Dopo la Croce rossa, non c’è bersaglio su cui sparare più facile dell’Inps. Il sito internet da dove si accede al bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi e le Partite Iva mercoledì scorso è andato in tilt sotto la pressione di milioni di utenti. I partiti di opposizione con la grancassa delle tv…

Continua

C’è lo spot del Coronavirus

Armiamoci di pazienza e mettiamoci l’anima in pace, a meno di non volerci portare sulla coscienza altre migliaia di vittime. Fino al 13 aprile si deve restare a casa, e contribuire tutti a fermare un’epidemia che sta rallentando, ma può metterci un attimo a ripartire e ad esplodere, soprattutto nelle regioni del Sud dove finora…

Continua

Le Regioni che turbano la Merkel

Chissà che paura s’è presa la Merkel quando ieri le hanno portato la letterina vergata da un certo numero di presidenti di Regione, sindaci e liberi sottoscrittori, tipo Calenda. Un papello pubblicato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei maggiori quotidiani tedeschi, nel quale si leggevano due messaggi. Il primo era un rimprovero per la carenza…

Continua

Basta sciacallaggi delle Destre. Così ammazzano il Paese

Chiamiamolo col suo nome: alto tradimento. Chi sta fomentando anche indirettamente il malcontento che c’è nel Paese, spingendo i cittadini rimasti senza un soldo persino per la spesa ad assaltare i supermercati, sappia che così non si mette in croce il Governo o la maggioranza che lo sostiene, ma la stessa democrazia e i princìpi…

Continua

Dio ci salvi da Draghi premier

Tanto vale farlo santo subito. Mario Draghi, l’uomo della provvidenza, quello che ha salvato l’euro e le cui parole sono Vangelo – sempre sia lodato dal sacro testo Financial Times – è il sogno a occhi aperti di veri e presunti poteri forti, dei giornaloni e di una destra disposta pure a rinnegare se stessa…

Continua

Pechino ci deve risposte

Chi fa giornalismo con serietà non può che tenersi alla larga tanto dai complottisti quanto dai negazionisti. Le fake news sono dietro ogni angolo, e da quando siamo tutti nella rete dei social network i produttori di bufale sono in servizio permanente effettivo. Ma altrettanto è un grave errore far finta di niente quando da…

Continua

Il disonore dei sindacati disfattisti

Mentre scrivo questo articolo il presidente del Consiglio e un manipolo di ministri, anziché occuparsi dell’emergenza sanitarie ed economica, sono riuniti a porte chiuse con i segretari dei grandi sindacati confederali per decidere se oggi insieme al virus avremo la calamità di centinaia di aziende in sciopero, e quei pochi trasporti che permettono di rifornire…

Continua

Conte vuole i soldi ma non il Mes. Giusto, però rischiamo una trappola

Scusate la mia brutta abitudine, per cui quando vedo la bava sparsa a fiumi su tv e giornali mi si alza il sopracciglio e sento puzza di bruciato. La brillantissima presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde completamente riabilitata per aver messo una pezza al buco fatto da lei stessa, è un caso tipico della…

Continua

Usare tutte le risorse possibili. Solo così si salva l’Europa

Non ci voleva molto a capirlo, e il fatto che ieri – dopo una netta correzione di rotta – sia arrivata un po’ di calma sui mercati finanziari è la prova che la Banca centrale europea stava sbagliando tutto. Ostinarsi a non tagliare i tassi mentre le principali banche centrali del mondo l’avevano già fatto,…

Continua

Tutti noi più generosi di Silvio

A caval donato non si guarda in bocca e quindi grazie alla famiglia Agnelli, a Silvio Berlusconi e a Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore di Esselunga, per aver donato dieci milioni ciascuno e respiratori da destinare ai nostri ospedali. Certo, se consideriamo i patrimoni di questi signori è stato più generoso il Movimento 5 Stelle,…

Continua