Tocca a noi resistere ai soprusi. Ma la condanna dei Carabinieri per il pestaggio di Cucchi prova che neppure lo Stato è superiore alle leggi e a se stesso

di Gaetano Pedullà

È malato grave, ma anche il nostro sistema ha i suoi anticorpi. La condanna di due carabinieri per la morte di Stefano Cucchi, sicuramente non rimasto vittima di un raffreddore, è la prova che neppure lo Stato è superiore alle leggi e a se stesso. Per questo i principi base dal nostro diritto, a partire dalla legge uguale per tutti, non possono essere mercanteggiati con la prima ArcelorMittal che passa, anche perché se si deroga una volta poi si dovrà derogare una seconda, e una terza, e così via all’infinito, facendo la gioia di chi è più furbo, più ricco o semplicemente più spregiudicato. Purtroppo resistere ai soprusi non è facile.

Stefano sarebbe rimasto per sempre senza giustizia se la famiglia e la sorella in particolare non si fosse impuntata, scontrandosi con un muro di gomma nelle istituzioni. Abbiamo bisogno perciò di rafforzarli questi anticorpi contro gli abusi, e per farlo dobbiamo avere prima di tutto una maggiore consapevolezza del nostro essere cittadinanza. Nessuno deve rubarci qualcosa perché noi non solo non rubiamo, ma non schiacciamo nemmeno l’occhiolino a chi ruba. Rispettiamo le regole perché lo Stato per primo le rispetta, e le rispetta con tutti, a cominciare dai suoi uomini politici, che non possono essere perdonati se trovati con le mani nella marmellata perché così fan tutti.

Dopo una stagione di indignazione contro la casta, adesso sembra non turbarci più nulla, e i partiti più continuano a collezionare scandali e inquisiti più mantengono o addirittura accrescono il consenso, come risulta dai sondaggi sulla Lega che solo in Lombardia ha 52 suoi esponenti nei guai con la giustizia, senza che questo ponga minimamente a Salvini e ai suoi alleati uno straccio di questione morale. Se però rinunciamo noi per primi all’etica, poi non possiamo pretenderla dalle istituzioni, e così ci si avvita in un declino morale che poi presenta il conto, con la beffa che i cittadini per bene pagano per tutti e i più forti la fanno franca. È questo il futuro che vogliamo? Chi oggi si gira dall’altro lato e lascia campo libero al ritorno dei maneggioni non è un ignavo, ma sappia che di questa deriva è un perfetto complice.

 

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