Un debito di 150 anni con Roma

di Gaetano Pedullà

Ieri nel titolo a tutta prima pagina, il quotidiano La Verità accusava la sindaca Virginia Raggi di aver sbagliato la data dei 150 anni di Roma Capitale. In realtà, però, è stato il giornale più vicino alla Lega a confondersi sui giorni di Carnevale, perché solo uno scherzo venuto male può spiegare un tentativo tanto maldestro per screditare l’amministrazione capitolina.

Programmando per tempo l’anniversario, che notoriamente cadrà nel 2021, si è avviata infatti una serie di eventi che accompagnerà la città e il Paese intero in un percorso non solo celebrativo, affinché cresca la consapevolezza del ruolo e degli impegni che gravano su Roma. Non a caso ieri si è partiti con un grande appuntamento culturale, al Teatro dell’Opera, alla presenza del Presidente della Repubblica. Senza comizi, con sobrietà e usando solo il valore dell’Istituzione, la Raggi ha posto una questione dirimente per l’Italia intera, unico tra i grandi Stati ad avere una Capitale priva di poteri speciali.

Una questione non da poco, perché c’è una parte del Paese che blatera ancora di “Roma ladrona”, e in nome di uno slogan talmente mal posto alzò un muro quando il Governo Conte1 pose il tema di ridurre almeno gli interessi sul debito storico della città. Chi si oppose a quell’aiuto doveroso per una metropoli in cui si riversano ogni giorno fiumi di cittadini di tutte le regioni fu Salvini, lo stesso che ora fa campagna elettorale per conquistare il Campidoglio grazie alle menzogne con cui viene raccontato ogni sforzo per migliorare la città. E ieri, in mancanza di meglio, è toccato alla data di un concerto.

 

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