Una partita di potere per Renzi

di Gaetano Pedullà

Attenzione a sottovalutare Matteo Renzi, un personaggio riuscito a portare il Pd al massimo storico e poco dopo al suo minimo di sempre, per poi scendere ancora con il partitino fai-da-te Italia viva, stimato tra il 3 e il 5%. L’ex sedicente rottamatore sa bene che se continua a tirare la corda si rischia di andare a votare, e così taglierebbe lui stesso il ramo sul quale sta seduto, probabilmente restando fuori dal prossimo Parlamento. Un sacrificio in nome di cosa? Del ripristino della prescrizione con cui migliaia di imputati sono riusciti a farla franca dai processi?

Il tema, buttato in vacca accusando la riforma Bonafede di essere giustizialista (e chi se ne frega dell’impunità diventata sistema) un tempo era tra le promesse dell’ex premier fiorentino. E allora diciamo la verità: ma davvero un politico tanto esperto andrebbe all-in, cioè giocherebbe così il tutto per tutto, come un biscazziere qualunque? Evidentemente no, e perciò e probabile che dietro ci sia un piano. Anzi, in questo caso due. Il primo è portare al massimo della tensione l’Esecutivo per conservare quanto più potere è possibile con il prossimo giro di nomine pubbliche. Quasi tutti gli attuali manager e consiglieri delle grandi società partecipate dallo Stato sono farina del sacco renziano, e non avere quasi più voce in capitolo in queste scelte sgretola quel sistema che vediamo da anni alla Leopolda, la kermesse politica dove top manager e industriali chissà perché fanno la fila per andare e depositare ricche donazioni.

Ma di partita ce n’è anche un’altra. Se cadesse Conte, Renzi sa bene che neppure un gran numero di deputati e senatori vorrà andare a casa, e pertanto potrebbe improvvisarsi regista di una nuova maggioranza, magari con un nuovo premier non sgradito a Mattarella, com’è Franceschini. Conoscendo bene quanto giochi d’azzardo, il Quirinale ha già dato il due di picche a Matteo, ma a chi è tanto spregiudicato da mettere un Paese intero a rischio instabilità, o di consegnarlo alle Destre, neppure questo è bastato. Consoliamoci con la prospettiva che in caso di elezioni difficilmente sentiremo ancora parlare di Renzi, se non per i processi di quello che fu il suo giglio magico.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Formigoni ci ricorda dov’è il virus

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana messo alle strette dai pm di Bergamo ha fatto il salto della quaglia e scaricato su Roma la responsabilità della diffusione del Covid nella sua regione. La tesi è che il compito di istituire le famose zone rosse, isolando i focolai del virus, non gli competeva perché toccava al…

Continua

Salviamoci dai matti delle regioni

Ci mancavano solo i governatori che chiudono i confini delle regioni, che per farci passare chiedono il passaporto e se va avanti così tra un po’ si dichiarano guerra tra loro. Non serviva il Coronavirus per mostrare chiaramente che il regionalismo in Italia è un immenso fallimento. Ma la situazione adesso ha raggiunto le soglie…

Continua

Ai sovranisti restano le chiacchiere

Di grande successo in Italia, il cabaret di Salvini e Meloni adesso fa ridere il mondo. Esattamente come usano con il Governo di Giuseppe Conte, a cui i leader sovranisti aggiungono un più davanti a qualunque provvedimento, ieri i leader sovranisti hanno bocciato la poderosa proposta della Commissione europea per superare i disastrosi effetti economici…

Continua

Italia Viva e Paese moribondo

Nulla di nuovo dalla Destra abituata a difendersi dai processi e non nei processi. A meno di una improbabile giravolta dell’Aula del Senato, Matteo Salvini non andrà a processo per la vicenda Open Arms, come chiesto dai pm siciliani. Le novità arrivate dal voto della Giunta per le autorizzazioni sono invece significative per Cinque Stelle…

Continua

Che paura gli assistenti civici

Non ci salvano neppure il volontariato. La destra più becera e cialtrona di sempre, fiancheggiata da giornali e tv costretti a sfidare il senso del ridicolo pur di contestare il governo anche se moltiplicasse i pani e i pesci, ieri non ha trovato di meglio che dichiarare guerra a un esercito di pensionati, di padri,…

Continua

Autostrade e la beffa agli italiani

Il Gruppo che ha incassato miliardi grazie a una concessione pubblica delle autostrade ancora oggi inspiegabilmente vantaggiosa fa causa allo Stato perché la pacchia è finita. Un epilogo inevitabile, perché la vecchia politica non gli ha consegnato soltanto le chiavi di un patrimonio che appartiene a noi tutti, ma ha permesso di blindare legalmente il…

Continua

Chi ha paura del bis della Raggi

Da qualche giorno la romanella dei salotti e degli abusi sfuggiti per decenni al Campidoglio è in agitazione. La Raggi potrebbe candidarsi per un nuovo mandato e se ce la facesse tutte le piaghe dell’Egitto non farebbero altrettanto male. La maturazione del Movimento Cinque Stelle ha fatto comprendere che non disperdere l’esperienza dei suoi portavoce…

Continua

Basta fenomeni da circo

Dopo averne dette di tutti i colori sul Governo e il ministro della Giustizia, Matteo Renzi non ha votato la sfiducia a Conte e Bonafede. Cose da pazzi? No, perché questo signore a furia di piroette non ha più una faccia da perdere e divide il suo tempo strillando per avere potere e poi facendo…

Continua

Bonafede e i giochetti di Renzi

Arrivato sotto il 3%, come dicono i sondaggi, Matteo Renzi deve aver pensato di poter trascinare nel baratro anche i 5 Stelle, non limitandosi più a rallentare l’iter delle leggi e a pretendere poltrone: cioè lo sport che pratica dallo stesso giorno in cui promise invano di essere leale con la maggioranza giallorossa. Ora l’ex…

Continua

Una nuova stagione per l’Europa

Può servire più tempo e coraggio, ma le buone idee vincono sempre sugli egoismi e gli steccati ideologici. Così oggi dall’Europa arriva un segnale impensabile fino a un anno fa, quando proprio a maggio 2019 veniva eletto il nuovo Parlamento Ue e la mossa sorprendete e decisiva del premier Giuseppe Conte e della piccola pattuglia…

Continua