Uno sciopero a tutela dei privilegi. A Roma si blocca tutto per mettere in croce la Raggi

di Gaetano Pedullà

In una città dove si spara alla testa a un ragazzo che impedisce uno scippo, i sindacati oggi faranno calare l’inferno di uno sciopero generale. Trasporti, scuole, raccolta dei rifiuti: tutto si blocca per mettere in croce la sindaca Virginia Raggi come non è stato fatto neppure con la Fornero, quando Cgil, Cisl e Uil protestarono appena qualche ora a fronte di una legge che ha rovinato la vita a migliaia di esodati. Inutili gli appelli della sindaca. Oggi d’altra parte è venerdì, e il venerdì è di moda paralizzare i servizi, scaricando sui cittadini l’ennesimo atto politico di un sindacato superato e irresponsabile.

Per quale motivo migliaia di romani e turisti oggi devono subire enormi disagi? A sentire i confederali perché i lavoratori delle società partecipate dal Campidoglio non sono sereni a causa dei tagli previsti da quei cattivi dei 5 Stelle. La realtà però è diversa. La Raggi è stata stravotata dai romani per mettere fine agli sprechi monumentali accumulati dalla più putrida politica cittadina, e dopo aver svelato i bilanci fallimentari e non veritieri di colossi come Atac (trasporti), Ama (rifiuti) e altre, ha cominciato a fare il lavoro sporco mai fatto prima.

L’azienda dei bus, che ha un debito paragonabile all’Alitalia, è stata messa in concordato mentre si sono ripuliti molti bilanci e si è partiti con la liquidazione delle società inutili e mangiasoldi. Un Comune con una rete di società paragonabile all’Iri degli anni d’oro è una vergogna che un sindacato sano dovrebbe denunciare e non osteggiare. E invece dietro frasi ipocrite si lotta per salvare i privilegi di sempre. E lasciare il conto ai cittadini.

 

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