Vediamo chi pugnala il premier

di Gaetano Pedullà

Se guardi troppo a lungo l’abisso poi è l’abisso che guarda dentro di te, diceva Friedrich Nietzsche. Ed esattamente così, dopo una campagna elettorale europea quanto mai velenosa, il gelo nei rapporti personali e il rischio di un pericolosissimo salto nel vuoto, il premier Conte ha avvisato i due azionisti del Governo sulla mostruosità alla quale stiamo andando incontro, lasciando il Paese senza una guida proprio mentre fuori infuria la tormenta della speculazione finanziaria, l’Europa ci impone sacrifici mai visti e qui è fragile tutto, dall’economia alla credibilità di poteri fondamentali dello Stato, come la magistratura.

A questo punto nessuno può dire con certezza se l’Esecutivo andrà avanti, ma perlomeno il Presidente del Consiglio ha dato dimostrazione del valore del suo ruolo, e se il Governo cadrà qualcuno dovrà assumersene la responsabilità. Esattamente quello che Salvini in particolare non vuole, anche perché è da escludere che ci sia una parentesi tecnica e andare alle urne con 25 miliardi di clausole di salvaguardia e l’aumento dell’Iva che pendono sulla testa rendono tutt’altro che facile l’unico risultato utile, cioè la maggioranza in entrambe le camere col contributo, al massimo, di Fratelli d’Italia.

Certo, l’altro lato della medaglia è che tutti i competitor sono messi male: i 5S devono darsi un’organizzazione territoriale, il Pd è ai minimi storici e in Forza Italia si evoca un congresso. La tentazione di andare all-in, come usa chi rischia tutto nel poker, per la Lega è evidente, ma se si perde si butta via tutto, e stavolta sul piatto c’è l’Italia intera.

 

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Sdoganato il salario minimo Ue

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Uno Stato più forte dell’acciaio. L’Ilva e la minaccia di ArcelorMittal

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