Enel con le ossa rotte da Tim, salta il capoufficio stampa. Starace cambia le caselle della comunicazione

di Gaetano Pedullà
Economia
Starace

La campagna di Tim contro il sostegno del Governo all’Enel nella partita della fibra ha mostrato tutta la debolezza della comunicazione dell’ex monopolista elettrico. Un disastro da cui Flavio Cattaneo esce come il paladino della libertà d’impresa in un Paese dalle regole economiche illiberali e medioevali. A fare una pessima figura non sono solo il ministro della coesione territoriale Claudio De Vincenti, il sottosegretario Antonello Giacomelli, o il Mise tornato ieri a diffidare Tim dal fare investimenti sulla rete internet nelle aree bianche (a fallimento di mercato). A uscire male è infatti tutto Palazzo Chigi e ancora di più il padrino indiscusso dei vertici Enel, quel Matteo Renzi che ha nominato e poi fatto confermare l’Ad Francesco Starace e un Cda dove siede Alberto Bianchi, avvocato a capo della Fondazione Open, che finanzia la Leopolda, e consulente di tante società non certo insensibili alle indicazioni del segretario del Pd, come – tanto per citarne una – la Consip.

Milioni spesi male – Eppure Enel spende ogni anno milioni di euro in pubblicità e relazioni con il sistema dei media, ha una struttura elefantiaca alla comunicazione e ai rapporti istituzionali, con un manager al timone di tutto – Ryan O’Keeffe – preso niente di meno che in Sud Africa. Qualcosa dunque palesemente non funziona e il cambiamento già da qualche settimana nell’aria ha preso una bella accelerazione, con la poltrona del non brillante capo ufficio stampa Andrea Falessi che salta. Chiamato a sostenere i rapporti con i giornali dopo l’efficace direzione di Gianluca Comin, poi passato a guidare una sua società di comunicazione di alto livello, Falessi sarà compensato con la direzione dei rapporti istituzionali e stampa di Open Fiber, la partecipata al 50% tra Enel e Cassa Depositi e Prestiti che deve realizzare proprio l’infrastruttura dalla fibra internet. Capo ufficio stampa resterà l’attuale responsabile, Alessandro Zerboni.

Le novità – In Enel invece O’Keeffe dopo quasi quattro anni ha iniziato a capire qualcosa dell’Italia e prenderà direttamente in mano la situazione, appoggiandosi però sulla stessa squadra che ha supportato con risultati deludenti Falessi. A guidare l’ufficio stampa va Cecilia Ferranti mentre alla direzione, con il ricco budget per la comunicazione e pubblicità, torna alla vecchia azienda Silvia Fellegara. Il solito rimpasto che si fa, insomma, quando c’è da coprire un flop.