Viaggi in tutto il mondo alla velocità della luce. Così l’Enel di Starace brucia 55 milioni di euro per i servizi di business travel

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Non importa quale sia il mezzo. Aereo, nave, treno, auto (ovviamente con autista). Tanto a pagare è comunque mamma Enel. E non parliamo certamente di bruscolini dato che l’azienda italiana (con importanti sedi anche all’estero), prevede di spendere, per i prossimi anni, qualcosa come 55 milioni di euro all’anno per i cosiddetti servizi di “business travel”. Ma partiamo da principio. La somma, infatti, non è immediatamente pubblica, ma emerge da un altro bando collegato. Il 27 febbraio viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale una gara riguardante “l’affidamento di un accordo quadro per il Servizio di Business Travel per le Società del Gruppo Enel residenti in ambito Ue”. In pratica, parliamo di un bando per la gestione dei viaggi e rivolto, dunque, alle società che avranno a che fare con biglietterie nazionali e internazionali, “prenotazioni alberghi nazionali e internazionali”, “autonoleggi nazionali e internazionali” e non meglio precisati “servizi accessori inerenti il viaggio e il soggiorno”. Importo dell’appalto: 2,4 milioni di euro per tre anni. In pratica, la “commessa” per la società aggiudicatrice sarà di 800mila euro annui. Tutto chiaro, sin qui: il colosso Enel, vista la mole – si presume – di viaggi dei propri manager, prevede un onorario coi fiocchi per la società vincitrice. Ma è qui che emerge l’inghippo. Tra le note del bando, infatti, si legge che “l’importo di spesa complessivo annuo di business travel dei paesi in gara è di circa 55 milioni di euro”. Insomma, far viaggiare i dipendenti Enel costerà una montagna di soldi. Di più non è possibile sapere dato che, come ci fanno sapere da Enel, “i volumi economici complessivi e di dettaglio saranno forniti ai soli concorrenti che, a seguito della presentazione della domanda di partecipazione alla gara, saranno ritenuti,a insindacabile giudizio di Enel, in possesso dei requisiti generali”. Decide tutto la società, dunque. A suo insindacabile giudizio.

UN PO’ DI CONTI
Curioso a questo punto, però, fare un po’ di conti. Già, perché secondo gli ultimi dati i dipendenti Enel sono 68.691. Considerando però che verosimilmente non è l’operaio a viaggiare da una parte all’altra del mondo, la cerchia si restringe ai manager. Ed ecco allora che la soglia massima scende a 15.937. Ammettiamo per assurdo che tutti i 16mila manager, nessuno escluso, siano chiamati a viaggiare durante l’anno, ognuno di loro disporrà di biglietti aerei, hotel, cene per 3.435 euro. Ma attenzione: considerando che il numero dei manager qui considerato è su scala mondiale e quindi tiene conto anche di coloro che lavorano in America o in Russia, che, secondo i dati azionari, corrispondono quasi al 25% del totale, la soglia da tenere in conto scenderebbe ancora a circa 12mila. E il “portafoglio” cadauno, di contro, salirebbe a 4.500 euro. Numeri, questi, che per Enel lasciano il tempo che trovano dato che “si tratta di un dato non significativo ai fini dello svolgimento e quotazione del servizio”.

Twitter: @CarmineGazzanni

Loading...