Escluse tasse sul contante. Ma l’evasione resta una piaga. Da Bankitalia all’Istat, coro di rilievi sul Def. E Gualtieri assicura più aiuti alle famiglie

di Fausto Tranquilli
Politica
ROBERTO GUALTIERI

Niente tasse sul contante e aiuti a imprese e famiglie, ma l’evasione continua a strozzare ogni possibilità di vero sviluppo e senza un contrasto vero a una simile piaga qualsiasi iniziativa è destinata a rappresentare soltanto un pannicello caldo. Sembra questa la sintesi degli interventi fatti ieri, davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze, dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri e dai rappresentanti dell’Istat, della Banca d’Italia, della Corte dei Conti e dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Con il titolare del Mef impegnato a fornire rassicurazioni sulla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e gli altri che hanno tratteggiato un quadro di difficoltà e incertezze per il Paese.

IL PUNTO DEL MEF. Il ministro Gualtieri ha bollato, davanti ai commissari di Camera e Senato, come una fake news la decisione del Governo di tassare il contante per contrastare l’evasione. Il titolare del Mef ha poi precisato che “le risorse del pacchetto famiglia sono risorse significative e non vanno confuse con le misure per il taglio del cuneo e del sostegno al reddito”. Misure che “saranno definite in un quadro organico nella manovra in un dialogo stretto con il Parlamento”. Assicurato inoltre il finanziamento di un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, con oltre due miliardi nel triennio, e il mantenimento del bonus degli 80 euro. Parole rassicuranti. Ma la Manovra che si prospetta non sarà tutta rose e fiori e soprattutto a non essere ancora roseo è il futuro dell’Italia.

PROBLEMI STORICI. A frenare qualsiasi reale possibilità di sviluppo c’è l’evasione fiscale. Insufficienti i mezzi ipotizzati per contrastarla. E serve poi una riforma fiscale organica. Da risolvere infine il dramma, per quanto riguarda il lavoro, dei giovani, delle donne e del Sud. Se tali nodi non verranno sciolti il Paese navigherà sempre in acque agitate, con il rischio naufragio costantemente dietro l’angolo. Ne sono convinti Istat, Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di bilancio. “Nel nostro Paese ancora solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e il tasso di occupazione non supera il 50%. Uno tra i valori più bassi tra i Paesi dell’Ue”, ha sottolineato davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo.

Una situazione difficile quella dell’Italia, sempre appesa alle oscillazioni dello spread, come ha insistito il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, aggiungendo però che la riduzione del cuneo fiscale può dare uno stimolo all’economia, accrescendo sia la competitività delle imprese sia i consumi delle famiglie. Per la Banca d’Italia occorre una riforma fiscale organica e tagliando gli sprechi va fatta attenzione che non ne risentano i servizi. A chiedere di inserire la lotta all’evasione in un sistema complessivo di riforma della fiscalità è stato poi il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema. La nota di aggiornamento al Def approda così oggi al Senato tra timori e speranze.

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