Europee decisive per il futuro del nostro Paese. Parla Giammanco, candidata di Forza Italia: “Berlusconi non si discute”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Il ruolo di Berlusconi dentro Forza Italia? “è fuori discussione: ancora una volta, con coraggio e determinazione, è sceso in campo per il bene dell’Italia”. Non ha dubbi la senatrice azzurra, Gabriella Giammanco, che proprio Berlusconi ha voluto in corsa per un seggio a Bruxelles nella circoscrizione Italia insulare.

Lei è senatrice in carica e candidata come numero due in accoppiata con Berlusconi alle Europee. Cosa si aspetta dal voto del 26 maggio e, se venisse eletta, per quale delle due cariche opterà?
“La mia è una candidatura last minute voluta dal Presidente Berlusconi, il mio obiettivo è quello di lavorare per far sentire la voce dei siciliani e contribuire a un buon risultato per Forza Italia. Se dovessi essere eletta opterei per il seggio in Europa, dove potrei portare avanti in un’ottica sovranazionale le mie battaglie di sempre: lotta alla disoccupazione, tutela dei diritti dei più deboli, difesa della piccola e media impresa, la struttura portante della nostra economia”.

Con la Lega che continua a volare nei sondaggi anche a spese di Forza Italia, c’è chi considera le prossime Europee un test per capire se Salvini avrà la forza per poter fare a meno di Berlusconi o se al contrario, senza il Cavaliere, il Centrodestra non avrà i numeri. È questa la vera posta in gioco?
“Senz’altro le elezioni Europee saranno uno spartiacque. Se si vuole mettere fine a questo Esecutivo, che si è rivelato il Governo delle tasse e della disoccupazione, votare Forza Italia oggi è importante più che mai. Ad ogni modo, non ridurrei le elezioni europee a un semplice test di politica nazionale. Al contrario, avendo delegato molte competenze all’Unione, questo appuntamento elettorale è di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese. Dobbiamo essere credibili e lavorare per difendere i nostri interessi a Bruxelles”.

Diciamoci la verità. In Forza Italia c’è chi pensa che Berlusconi abbia fatto il suo tempo e che sia ora di pensare alla successione. Lei cosa ne pensa?
“Penso che il ruolo di Silvio Berlusconi sia fuori discussione: ancora una volta, con coraggio e determinazione, è sceso in campo per il bene dell’Italia”.

L’inchiesta di Milano che ha travolto Forza Italia riapre la questione morale. Di fronte al dilagare degli scandali, la politica deve attendere le sentenze o ha il dovere di intervenire prima?
“La nostra Costituzione sancisce in modo chiaro il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Essere garantisti non è una scelta ma un dovere per chiunque si definisca democratico”.

Il premier Conte ha deciso di revocare l’incarico al sottosegretario Siri, indagato per corruzione, malgrado la contrarietà della Lega. È stata una decisione corretta? E se al Governo con Salvini ci foste stati voi al posto dei Cinque Stelle avreste fatto la stessa scelta?
“Mi spiace che il presidente Conte sia eterodiretto da Di Maio. I grillini, in forte calo di consensi, stanno strumentalizzando il caso Siri puntando sul fatto che il giustizialismo è sempre stato nel loro dna ed è condiviso dalla loro base. Ovviamente, se noi di Forza Italia fossimo stati al Governo, avremmo atteso, nel rispetto delle garanzie democratiche, che la giustizia facesse il suo corso. Non accettiamo che qualche magistrato detti i tempi della politica”.