Ponte di Genova, si continua a scavare tra le macerie: 39 morti e 16 feriti. Sfollate 331 famiglie. Il procuratore Cozzi: “Ancora 10-20 dispersi”

dalla Redazione
Cronaca

Si continua a scavare tra le macerie dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è di 39 morti, tra i quali tre bambini di otto, 12 e 13 anni, e 16 feriti, di cui nove in codice rosso. Un bilancio pesante, quello del crollo del ponte Morandi, cui si aggiungono il dramma delle centinaia di sfollati e le polemiche sulle cause e le responsabilità che sfociano in polemica politica. Al di sopra ci sono il dolore e lo sgomento collettivi di fronte alla tragedia di Genova.

La procura di Genova ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo a carico di ignoti per accertare le cause di quella che il procuratore Francesco Cozzi ha definito “una tragedia immane e insensata”, per la quale “non si può parlare di fatalità”. I magistrati faranno verifiche anche sui tiranti del viadotto e verrà acquisita tutta la documentazione sul contratto di servizio che impegna Autostrade per la manutenzione.

Le ricerche dei corpi e di eventuali superstiti sono andate avanti tutti la notte e sono proseguite per tutta la giornata. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato sui due lati del Polcevera in cui ci concentrano le macerie e anche nel letto del torrente. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi. Lo confermano le parole del procuratore capo di Genova Francesco Cozzi: “Ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse”. Sabato, in coincidenza con i funerali di Stato, l’Italia sarà unita in una giornata di lutto nazionale.

Le vittime saranno celebrate con funerali di Stato sabato alle ore 11 nel padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova. Oltre ai rappresentanti del governo, potrebbe esserci il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cerimonia sarà celebrata dall’arciverscovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco.

Sono 664 le persone, 331 nuclei familiari, che hanno dovuto abbandonare le loro case. Case che, hanno annunciato il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti, saranno demolite. Le strutture portanti del viadotto insistevano su un’area urbanizzata. E ora il rischio è che il pilone rimasto in piedi sopra agli edifici possa crollare. Per questo motivo agli sfollati è stato vietato di rientrare nelle loro abitazioni per prendere effetti personali. Preoccupano anche i grandi detriti caduti nel Polcevera che potrebbero causare lo straripamento del torrente. Una situazione in cui la Protezione civile ha sottolineato la necessità di rimuovere le macerie “nel giro di giorni e non di mesi”.