Gli scatti senza tempo di Pepper. Evaporations in mostra al museo di Palazzo Cipolla. Realismo e poesia nelle foto in bianco e nero

di Franz Besteck
Cultura

La potenza delle immagini in bianco e nero non ha eguali. Il Museo di Palazzo Cipolla celebra l’obiettivo di John Randolph Pepper con una mostra personale intitolata “Evaporations”, formata dalle fotografie realizzate tra il 2012 e il 2013, facenti parte di un progetto realizzato tra gli Stati Uniti, la Russia, la Finlandia, la Spagna, la Grecia e l’Italia, e conta oltre 50 opere di diverse dimensioni.

La carriera – Dopo il suo esordio nella Galleria di Paolo Morello a Palermo, dove è stato presentato l’omonimo libro pubblicato dall’Istituto Superiore per la Storia della Fotografia, l’artista ha organizzato a Venezia, in occasione della Biennale di Architettura del 2014, la mostra “Evaporations”. Ospitata quindi dal Museo Rosphoto di San Pietroburgo e, a seguire, nei musei delle città di Vladivostok, Irkutsk, Novosibirsk, Omsk, Ekaterinburg, Samara, per approdare a maggio del 2016 alla Gallery for Classic Photography di Mosca. ”Evaporations” ha fatto anche parte del festival di fotografia PhotoMed che si tiene in Francia. I suggestivi scatti in mostra, che il fotografo ha rapito alla solitudine delle persone incontrate per caso nei suoi viaggi da un continente all’altro, tra il cielo e la terra dove tutto evapora nel suo ciclico divenire, rimangono nella memoria.

Artista in strada – Pepper è un osservatore che, spesso da lontano, ritrae la vita dell’uomo nella sua forma essenziale, slegata da specifiche culturali o temporali. Evoca la pratica del fotografo di strada che, con una macchina da 35 millimetri, nel suo girovagare attende che le situazioni si presentino spontaneamente. Fedele alla tradizione classica, lavora solo con macchine analogiche e pellicola in bianco e nero. Uno degli aspetti salienti delle sue fotografie è il modo in cui esse rifiutano il tempo, cosa che può sembrare in contraddizione con la stessa natura del mezzo fotografico.  Il presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, Emmanuele Francesco Maria Emanuele è stato il promotore di questa rassegna: “Ho deciso di ospitare questa mostra nel nostro Museo di Palazzo Cipolla in quanto le fotografie scattate da John Pepper possiedono un fascino evocativo che ricorda i grandi reportage di un tempo, in bianco e nero, permeati di realismo ma al contempo circondati da un alone poetico, quasi d’epoca. Le immagini di Pepper, che indubbiamente nel suo percorso artistico è stato influenzato dalla vicinanza del padre, inviato di guerra, e dalla conoscenza con il fotografo Ugo Mulas e Henri Cartier Bresson, ritraggono luoghi ed individui senza filtri, mostrandone le imperfezioni connaturate agli esseri umani e al mondo in cui essi vivono ed operano, ma proprio per questo si confermano quanto mai attuali e senza tempo. John Pepper è un artista a tutto tondo, le cui significative esperienze nel mondo del cinema, oltre che del teatro, conferiscono ai suoi scatti il sapore delle pellicole neorealiste”.

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