Governatore (s)mascherato. A Codogno la Caporetto della Lega. Abbandonati da Fontana. Medici lombardi in rivolta

di Nicola Scuderi
Politica

Sarà difficile per il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, continuare a sostenere che il premier Giuseppe Conte ha preso un abbaglio nel denunciare presunte irregolarità nella gestione dell’epidemia da Coronavirus. Già perché se prima era stata la Procura di Lodi ad avere lo stesso dubbio del capo del Governo, tanto da ritenere necessaria l’apertura di un fascicolo per vedere se siano state rispettate le procedure emergenziali dagli ospedali del lodigiano, ora anche il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) Filippo Anelli mette spalle al muro il governatore lombardo. Quest’ultimo con una lettera indirizzata direttamente al leghista Fontana, attualmente in auto isolamento a seguito della notizia di positività al test di una collaboratrice regionale, ha parlato di un “momento, per il nostro Paese, con prove da sostenere e da superare. Prove che stanno investendo tutti i livelli nazionali, professionali e sociali coinvolti a vario titolo nella gestione di una crisi sanitaria di eccezionale portata”.

Una situazione emergenziale per la quale, prosegue Anelli, c’è “la necessità di ripensare il sistema organizzativo alla luce degli avvenimenti determinatisi. Ferme restando le competenze regionali, per cui ogni Regione opera in autonomia e dovrà continuare a farlo nell’ordinario, non posso non sottolineare l’esigenza di un coordinamento efficiente dell’emergenza a livello centrale”. Ma dopo un’introduzione conciliante, il presidente non le manda a dire e, senza giri di parole, attacca il governatore. “Non si può accettare che i nostri medici si trovino a fronteggiare una simile emergenza senza le dotazioni di base per una personale protezione dal virus stesso”.

PROPOSTA URGENTE. Insomma l’accusa a Fontana, tutt’altro che velata, è di aver lasciato soli i medici lombardi. Una situazione che, secondo Anelli, si può risolvere se si mette mano al dispositivo sanitario regionale istituendo, nella zona rossa, un doppio canale: da una parte le strutture specifiche con tende pre triage con équipe medica e sanitaria dedicata alle persone che potrebbero essere positive al Coronavirus; dall’altra, le visite di routine per tutti gli altri pazienti. Ma soprattutto il presidente di Fnomceo mette a nudo la grave carenza di mascherine del tipo Fpp2 e Fpp3, tute, occhiali, e chiede che questa venga colmata il prima possibile. Punto questo su cui ieri il governatore ha annunciato che la Regione ha acquistato 4 milioni di mascherine che “probabilmente si trovano a Istanbul e dovremo andarle a prendere con un aereo” da “un fornitore svizzero”. Una mossa gradita anche se tardiva visto che l’epidemia nel lodigiano è scoppiata da una settimana.

BUONE NOTIZIE. In questo marasma di notizie, a fare il punto sulla situazione italiana è stato il capo della protezione civile Angelo Borrelli. Secondo l’esperto agli 821 ammalati, vanno aggiunte le 21 vittime e i 46 guariti, per un totale di 888 contagiati dall’inizio dell’emergenza a oggi. “I quattro deceduti di oggi sono tre ultraottantenni e un 77enne e non sono deceduti per il Coronavirus, o meglio la causa potrebbe essere il virus, ma lo stabilirà l’Iss”. Eppure quelle che sembra l’ennesimo bollettino di guerra nasconde l’inattesa buona notizia perché, secondo Borrelli, da ieri mattina “la situazione a Lodi è rientrata nella normalità”.

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