Così la scienza minaccia l’uomo. A Roma una mostra sul futuro della nostra specie. Viaggio verso la frontiera dell’intelligenza artificiale

dalla Redazione
Cultura

La terza rivoluzione industriale, quella dettata dalle nuove tecnnologie, ha modificato profondamente e nel giro di pochi anni l’esistenza umana. Un processo inarrestabile che continuerà senza tregua e che ci porta a interrogarci sulle novità che il futuro ci riserverà. Fino a che punto si potrà arrivare? Saremo sostituiti dai robot? Su questo si interroga anche la mostra Human+. Il futuro della nostra specie a cura di Cathrine Kramer.

La mostra, che viene aperta oggi a Palazzo delle Esposizioni a Roma e visitabile fino al prossimo 1 luglio, pone un quesito non di poco conto: dobbiamo continuare ad accettare che la nostra mente, il nostro corpo e la nostra vita quotidiana vengano modificati o esistono confini che non andrebbero superati? La mostra curata dall’artista norvegese Kramer esplora i potenziali percorsi futuri dell’umanità considerando le implicazioni delle tecnologie passate ed emergenti.

La conclusione del ragionamento non può che essere positiva come testimoniato dal simbolo “+”. Esito positivo che, però, può esserci  a una sola condizione: quella di rivedere il concetto di progresso. Perché, per gran parte del Novecento, il progresso è stato misurato in base all’incremento di velocità ed efficienza, comportando come effetto collaterale quello di renderci più grassi, più tristi e più stanchi. C’è bisogno di ridefinire il concetto di riuscita. Le opere della mostra offrono dalle provocazioni sottili ai grandi gesti, ragionando sul modo in cui questi cambiamenti possono essere adottati e assimilati. Il valore della speculazione, infatti, non sta nella previsione ma nella riflessione. Artisti, designer e scienziati in mostra ipotizzano e immaginano molti futuri possibili. Partendo dal conpresupposto che il XXI secolo sarà caratterizzato dalla convergenza di settori come la biotecnologia, la robotica e l’intelligenza artificiale. Che ci porteranno in luoghi finora inimmaginabili sollevando interrogativi di natura etica sull’appropriazione della vita e l’alterazione dell’io.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *