I centri di non-accoglienza scoppiano coi rifugiati al collasso. E il Viminale imbosca tutti i dati: scomparse le pagine del report ministeriale

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, è stato chiaro su un punto: gli arresti di tre giorni fa a Crotone sono soltanto la punta di un iceberg ancora sommerso. I centri d’accoglienza (già, così si chiamano…) sono quasi dappertutto bombe ad orologeria pronte a scoppiare e le conseguenze, volenti o nolenti, è che le condizioni di vita spesso siano disumane. LasciateCientrare, l’associazione che con merito si occupa con continue e assidue ispezioni dei centri per rifugiati, lo dice da tempo, lo prova da tempo, lo testimonia. Prendiamo uno degli ultimi report. I ragazzi dell’organizzazione ha fatto visita al Cara di Bari-Palese. In quegli stessi giorni un ospite della struttura era stato accoltellato. Un episodio di violenza di una serie. Inevitabile considerando che nel Cara ci sono, al momento della visita,  1787 persone – di cui 1668 uomini e 108  donne – a fronte di una capacità ricettiva prevista invece per 770 persone. “Secondo quanto ci è riferito dall’ente gestore – si legge nell’accurato dossier – in ogni modulo “abitano” 12 o 13 persone, in condizioni di assoluta invivibilità. Lo spazio vitale è assolutamente inesistente ed infatti all’esterno di ogni modulo sono visibili i bagagli e gli effetti personali delle persone che non trovano spazio all’interno”. E all’interno le cose non vanno meglio: i moduli abitativi “sono sporchi, deteriorati dall’usura e dal tempo, con evidenti tracce di ruggine, alcune finestre sono prive di copertura o sembrano riparate alla buona”. Va meglio altrove? Assolutamente no. A Cesena, per dire, risulta che i gestori del Cas (Centro d’Accoglienza Straordinaria) sito in località Macerone “non hanno mai distribuito i beni di base: vestiti, necessaire per il bagno, scarpe e cibo”. Con tutte, manco a dirlo, le conseguenze del caso.

Bambini e donne abbandonati – Andiamo in Sardegna. Anche qui la situazione non è certamente migliore. Nel Cas di Sassari l’ultima visita di LasciateCientrare ha riscontrato la presenza “di circa trenta minori, presenti nel centro da oltre 5 mesi. Tutti al momento senza Tutori”. E che dire, ancora, delle donne presenti, in stato di promiscuità: “È un teatro – racconta una rifugiata – tutti possono guardare. Anche quando vado alla toilette”. Questa, infatti, si trova di fronte, in mezzo a camere sempre con altri uomini adulti. Così tutti possono guardare. Una violenza costante, inaccettabile.

Report scomparsi – Una situazione, insomma, al limite dell’inverosimile che pretenderebbe un monitoraggio costante da parte del ministero dell’Interno. Peccato però che, come denunciato dai parlamentari di Possibile in un’interrogazione parlamentare rivolta ovviamente al ministro Marco Minniti e a prima firma Andrea Maestri, i dati sono letteralmente scomparsi. “In seguito a una verifica sui dati relativi al sistema d’accoglienza migranti”, raccontano i deputati, è stato riscontrato “con stupore, la sostituzione di 4 dei 6 file presenti alla pagina dove sono rappresentati i dati relativi al fenomeno degli sbarchi e l’accoglienza dei migranti” in Italia. La denuncia è a dir poco scioccante: ai quattro file sostituiti (e relativi a gennaio, febbraio, marzo ed aprile) “originariamente composti da 12 pagine, sarebbero state rimosse tre pagine, che fino a poche settimane fa erano facilmente consultabili da chiunque attraverso il portale del dipartimento”. Ma c’è di più: come sottolineano i deputati di Possibile, la rimozione dei dati, fondamentali per la trasparenza del sistema di accoglienza e per capire soprattutto quante persone ospitano le strutture e se la capienza massima è rispettata, è stranamente coincisa con le ispezioni nei centri per eventuali inflitrazioni mafiose annunciate dallo stesso Minniti. Sarà – ci mancherebbe – soltanto un caso, ma il dubbio è forte e, probabilmente, sarebbe stato meglio evitare anche la più lontana (ma ragionevole) insinuazione. Tanto che lo stesso Maestri ha ben donde nel definire quanto accaduto “un atto tale da oscurare informazioni relative ai problemi di pessima gestione e di sovraffollamento dei centri”. Ora il ministro avrà ovviamente modo di rispondere. Ma resta il fatto che, specie se nessuno avesse denunciato l’oscuramento, tutto sarebbe passato in sordina. Anche questa volta.

Tw: @CarmineGazzanni

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