I titoli italiani più rischiosi di quelli della Grecia. L’Europa taglia la crescita e torna a farci danno

di Clemente Pistilli
Politica
Pierre Moscovici

Nessuno in Europa va peggio dell’Italia. Nessun Paese dell’Ue sta crescendo così poco. A sostenerlo ieri è stata la Commissione europea nell’ambito delle previsioni economiche autunnali, in cui ha precisato che per il 2020 era stata stimata una crescita appunto per Roma dello 0,7%, ma che poi la stima è stata rivista al ribasso, con la convinzione che non si andrà oltre lo 0,4%. Secondo l’Esecutivo di Bruxelles, “l’economia italiana si è bloccata all’inizio del 2018 e non mostra ancora segni di una ripresa significativa”. E “nel 2020 la crescita è destinata a riprendersi” ma solo “modestamente”.

L’unico tra gli Stati membri che l’anno prossimo e nel 2021 dovrebbe restare sotto l’1%. Previsto inoltre un “indebolimento del mercato del lavoro” e un aumento nei prossimi anni del deficit pubblico e del debito, “tra la debole crescita economica e l’aumento dei costi delle misure del passato”. Torna così prepotentemente alla ribalta il tema delle tanto attese riforme: “La crescita è debole e il debito aumenta, non può continuare così, occorre fare le riforme in funzione di scelte democratiche, riforme che non possono essere evitate”, ha dichiarato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. Moscovici ha però anche precisato che il dialogo con il Governo giallorosso è positivo rispetto a quanto accaduto invece l’anno scorso con i gialloverdi.

Le previsioni della Commissione non preannunciano dunque alcuna stroncatura della Manovra, che dovrebbe passare senza troppi problemi se non verrà stravolta in Parlamento. “Non è in questione l’apertura di una procedura per deficit eccessivo contro l’Italia ora – ha sottolineato Moscovici. Ma naturalmente guardiamo, e a volte ci preoccupiamo, per il debito pubblico italiano. è una questione di cui si continuerà a discutere nei prossimi mesi e anni: l’Italia deve essere leader nell’Ue e deve essere pienamente impegnata per le regole europee”. E poi ha aggiunto: “Starà al mio successore, Paolo Gentiloni, che conosce un po’ l’Italia, occuparsene”.

Anche se i dubbi non mancano. La Commissione europea continua infatti a essere scettica sulla Manovra per quanto riguarda le coperture e in particolare il gettito delle misure anti-evasione previsto dal Governo. “Ci si aspetta che anche le misure addizionali contro le frodi fiscali previste nella manovra 2020 sostengano le entrate, anche se il gettito correlato è soggetto a qualche incertezza”, insistono da Bruxelles. A cercare di lanciare segnali positivi intanto è il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, sostenendo che “i dati più recenti dell’Istat ci dicono che il Pil per il 2019 potrebbe chiudere a 0,2%” e che per il 2020, anche se “lo scostamento è molto limitato, pensiamo che la nostra predizione sia corretta e anzi prudente”. Un intervento con cui il titolare del Mef cerca di rassicurare soprattutto i mercati: “Il dialogo con l’Ue è positivo”. Ma trovarsi dietro alla stessa Grecia non è piacevole e invertire rotta è un’operazione particolarmente difficile, tutta in salita.

Loading...