Idea shock contro lo smog. Sui bus tedeschi non si paga per ridurre l’inquinamento. In Italia invece si punta ancora sulle domeniche ecologiche e targhe alterne che funzionano poco

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Contenere l’inquinamento facendo viaggiare tutti gratis sui mezzi pubblici. La Germania che rischia di finire sotto il giudizio della Commissione europea per l’eccesso di smog rilevato nelle sue grandi città, tenta una cura drastica per risolvere il problema. Una ricetta shock, come sono state molte delle riforme che hanno permesso ai tedeschi di dominare la grave crisi economica dei decenni scorsi, e tornare ad essere anche grazie ai vantaggi monetari dell’Euro la locomotiva d’Europa. Il piano passa da un intervento dei Comuni, che il Governo si è impegnato a sostenere nel recupero delle spese necessarie. Ora, in tempi di residua instabilità per un esecutivo che sta venendo alla luce solo grazie a un compromesso tra la Cdu e socialisti, proprio i Comuni non si fidano troppo e hanno fatto sapere di poter pensare al progetto solo a fronte di maggiori garanzie. “Regalare” autobus e metropolitane solo in cinque città tedesche costa tredici miliardi e senza la mano pubblica del Governo centrale tutto questo non si può fare. In più c’è da considerare le resistenze dell’industria dell’auto, proprio in Germania fortissima vista la presenza di marchi globali come Daimler, Volkswagen e Bmw. All’orizzonte però inquieta un’imminente denuncia della Commissione Ue alla Corte di Giustizia europea per l’eccesso di gas di scarico rilevato in 130 città del Vecchio continente. Un’insidia che dunque coinvolge tutti i Paesi, Italia compresa, dove i limiti di tolleranza sono sistematicamente sforati e i palleativi di domeniche ecologiche, targhe alterne e temporanei stop del traffico servono a poco. Così i tedeschi ancora una volta dimostrano di saper prendere il toro dalle corna, e anziché far finta di nulla provano a correre ai ripari. L’idea in sintesi è quella di abolire il biglietto per autobus, tram e metro, introducendo contestualmente nuove zone vietate alle auto nelle città. Per cominciare il piano si applicherebbe in cinque delle venti città che si prevede possano sfondare i limiti di biossido di azoto e polveri sottili prescritti dalle leggi europee nei prossimi due anni. Le città con i bus gratis in via sperimentale entro la fine di quest’anno dovrebbero essere Essen, Bonn, Mannheim, Herrenberg e Reutlingen.

All’Atac tremano – Pensate adesso per un attimo se una tale decisione fosse presa in Italia e a Roma. Qualcuno obietterà che i conti dell’Atac, l’azienda municipale dei trasporti pubblici, non ne soffrirebbero più di tanto visto il gran numero di “portoghesi” che la riforma del biglietto gratis se la sono fatta da se. Provocazioni a parte, l’idea contribuirebbe a risolvere sul serio il problema dell’inquinamento, con tutti i costi sul sistema sanitario che derivano da un comprovato aumento delle malattie tumorali e respiratorie. Il punto è che però Atac, così come ogni altra municipalizzata dello stesso settore, fallirebbe in zero secondi. Qualcuno perciò dovrebbe farsi carico dei costi. Un’incombenza sulla quale persino i serissimi tedeschi si permettono di dubitare sullo Stato. E se dubitano loro…