Il centrodestra trionfa in Umbria. La leghista Tesei eletta presidente. 20 punti di scarto su Bianconi. Salvini: “Impresa storica. Qualcuno a Roma dovrà riflettere”

di Giorgio Iusti
Politica

La destra non vince le elezioni regionali in Umbria, come era stato ampiamente previsto, ma le stravince. La differenza tra la neo presidente Donatella Tesei e il candidato giallorosso Vincenzo Bianconi è di ben venti punti percentuali. Un trionfo frutto soprattutto dell’exploit dei sovranisti, Lega e Fratelli d’Italia. Di un Pd che non ha retto e dei pochi voti raccolti dal Movimento 5 Stelle. Caduta così un’altra roccaforte rossa, travolta dall’inchiesta sulla sanità che ha spinto alle dimissioni l’ex governatrice dem Catiuscia Marini, che dopo 50 anni vira a destra.

I RISULTATI. Tesei, sostenuta da Lega, FdI e FI, ha raccolto 255.158 voti, il 57,55%, mentre Bianconi si è fermato a 166.179 voti, il 37,48%. In terza posizione, con 11.718 voti, il 2,64%, il civico Claudio Ricci. Il 36,95% ottenuto solo dalla Lega, seguita dal Pd al 22,33%, da FdI con il 10,40%, mentre M5S non è andato oltre il 7,41% e FI è precipitata al 5.50%. L’imprenditore alberghiero Bianconi, scelto da dem e pentastellati, ha perso anche nella sua Norcia, mentre Montefalco, nonostante il buco lasciato nel bilancio comunale, ha premiato con il 67,81% delle preferenze Tesei. “L’Umbria è una regione italiana, al di là di quello che qualcuno ha voluto dire… Credo che sia lo specchio di quello che vogliono, e che non vogliono, gli italiani”, si è subito affrettata a dichiarare la neo presidente, sfruttando il dato umbro in chiave nazionale come fin dall’inizio ha scelto di fare Matteo Salvini.

LE REAZIONI. “E’ un’enorme responsabilità, ho scommesso dei caffè sul + 10, ma +20 è un obiettivo che non ci saremmo mai aspettati”, specifica il leader del Carroccio. Ancora: “Abbiamo fatto un’impresa storica, per il Pd e per il M5S una lezione di democrazia, onestà e trasparenza che ricorderanno, la Lega si conferma primo partito, qui c’è l’Italia”. A gongolare anche Giorgia Meloni di FdI. Unico partito in seria difficoltà nella coalizione di centrodestra solo FI. Anche se Silvio Berlusconi ha cercato di tirarsi su con un tweet in cui ha definito il risultato del voto in Umbria una “svolta storica dopo mezzo secolo” e aggiungendo che “il centrodestra ha il diritto di governare il Paese”.

Il segretario dem Nicola Zingaretti ha invece tentato di ridimensionare la batosta: “La sconfitta alla Regione Umbria dell’alleanza intorno a Vincenzo Bianconi è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri, che non si è riusciti a ribaltare. Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza. Ovviamente rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare, voto certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del Governo”.

Subito più critici sull’alleanza, visto il risultato, sono invece i pentastellati: “L’esperimento del patto non ha funzionato, dalla formazione del primo esecutivo ci è stato subito chiaro che stare al governo con un’altra forza politica – che sia la Lega o che sia il Pd – sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle. Ma noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati, come il carcere per gli evasori di questa settimana e il taglio dei parlamentari della settimana precedente”. Sempre relativamente alle intese giallorosse, M5S precisa inoltre: “Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti. Abbiamo provato a dare a questa regione una alternativa che non prevedesse le solite dinamiche politiche, vista l’emergenza che sta attraversando”.

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