Il Governo li fa, il Pd li cambia. Si riapre il Risiko dei collegi elettorali. I dem chiedono modifiche alla mappa dell’Istat. Nel mirino anche la Toscana evocata da Renzi

di Antonio Pitoni
Politica

Una relazione “completa ed esaustiva”. Parola del presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti. Che prende atto, al termine dell’audizione del presidente dell’Istat Giorgio Alleva, delle risposte a tutti i “quesiti posti” al numero uno dell’Istituto di statistica. Chiamato dall’organo parlamentare ad illustrare i criteri seguiti nella stesura della nuova geografia dei collegi elettorali collegata al Rosatellum e contenuta nel decreto legislativo del governo sul quale ora la commissione dovrà esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante.

Nodo Toscana – Ma non tutti la pensano allo stesso modo. A cominciare dal Partito democratico. Era stato lo stesso Matteo Renzi, del resto, a far capire che, nella versione partorita da Palazzo Chigi, c’era qualcosa da rivedere. “L’Istat ha attaccato Rignano a Livorno anziché a Firenze. Ma vi rendete conto?”, si era lasciato scappare durante il tour elettorale a bordo del treno del Pd nei giorni scorsi.  Non solo. Nella relazione illustrativa allegata al decreto, il governo ha sottolienato che sulla nuova composizione dei collegi restano “alcuni elementi che si prestano a valutazione diversa” rispetto a quella della commissioni di esperti presieduta da Alleva.  Citando, tra gli esempi, la Toscana, la regione di Renzi evocata dallo stesso leader Pd nella battuta su Rignano. Dove, si legge nel documento del governo, “l’aggregazione dei collegi uninominali è stata effettuata accorpando collegi di province diverse, come Prato e Firenze, separando collegi appartenenti alla stessa città metropolitana come Empoli” pur “in presenza della possibilità di realizzare aggregazioni più rispettose del criterio oggettivo della unità amministrative”. E, sebbene il metodo seguito dalla commissione Alleva sia stato “ispirato dall’opportunità di assicurare la coerenza tra i bacini elettorali per l’elezione della Camera e del Senato”, prosegue il testo, nella circoscrizione Toscana “tale metodo è stato però derogato portando ad un risultato di non omogeneità dei due bacini elettorali”.

Scontro sulle modifiche – E poco importa se Alleva abbia chiarito che “in Toscana e Marche la commissione ha fatto alcune correzioni’’ rispetto ai collegi uninominali mutuati dal Mattarellum, “per dare maggiore coerenza alle caratteristiche geografiche ed economiche-sociali’’. Dal Pd sono già arrivate richieste di  ritocchi.  “Potremmo valutare dei leggeri aggiustamenti’’, annuncia  il dem Emanuele Fiano, per far  “coincidere le realtà amministrative oggi vigenti’’ rispetto a quelle del vecchio Mattarellum, utilizzato come base di riferimento per ridisegnare i collegi elettorali. “Sarebbe un fatto gravissimo che il Pd modificasse o stravolgesse l’assetto ragionato, motivato e oggettivo, presentato dal presidente Alleva’’, avverte Gregorio Fontana di FI. Mentre il M5S si chiama fuori.

Tw: @AntonioPitoni