Il gran ballo delle barbe finte, tra nomine e colpi bassi. Ecco le pedine che si muovono nei nostri Servizi segreti

di Stefano Sansonetti
Politica

di Stefano Sansonetti

A quanto pare il Governo guidato da Paolo Gentiloni, con la fine della legislatura dietro l’angolo, si sta apprestando a perfezionare alcune delicatissime nomine nei Servizi segreti. Qui si giocano partite che cronologicamente ricadono nella competenza del prossimo Esecutivo. Ma la posta in gioco è tale che strategie e riposizionamenti sono sin da ora assolutamente in corso, soprattutto per quanto riguarda le seconde linee. Partiamo dall’Aise, ovvero i nostri 007 esteri. Il direttore, Alberto Manenti, in scadenza a fine aprile 2018,  starebbe cercando di strappare una proroga. Nell’attesa altri movimenti sembrano in dirittura d’arrivo. Per esempio viene data per possibile la promozione a vicedirettore Aise di Giuseppe Caputo, vicino a Manenti e già ora suo capo di gabinetto. Ma non è detta l’ultima parola, perché in ascesa viene considerato anche il generale dell’Esercito Carmine Masiello, con alle spalle diverse esperienze internazionali nonché consigliere militare di palazzo Chigi nominato nel 2016 dall’allora premier Matteo Renzi. Masiello, però, potrebbe trovare un suo spazio restando nei paraggi di palazzo Chigi.

Altra mossa – Contestualmente, spostandoci in zona Aisi, gli osservatori più attenti segnalano le chance di Massimo Aimola, attuale capo reparto contro la minaccia cibernetica degli 007 interni: per lui potrebbe profilarsi la poltrona di vicedirettore della nuova struttura sulla cybersecurity prevista dalla recente riforma Gentiloni. Per il ruolo di direttore della stessa struttura, invece, i giochi non sono ancora del tutto fatti, anche se spifferi ricorrenti delineano il profilo di un professore, Roberto Baldoni, Direttore del Cyber intelligence and information security center all’Università La Sapienza e Direttore del laboratorio cybersecurity del Consorzio Cini. Naturalmente le partite si intrecciano con quelle per la scelta dei sommi vertici delle stesse Aise e Aisi, che andranno gestite dal futuro Esecutivo. Quanto alla prima, se Manenti non dovesse ottenere la proroga, tra i nomi più gettonati c’è quello del generale Giovanni Caravelli, ora vicedirettore dei Servizi esteri. Tra gli altri nomi in ballo per lo stesso incarico c’è quello di Enrico Savio, vicedirettore del Dis, il Dipartimento che coordina Aise e Aise. Al Dis, inoltre, Savio è stato capo di gabinetto sin dai tempi di Gianni De Gennaro. Accanto a lui, e sempre per la poltrona di numero uno dell’Aise, i radar segnalano la candidatura di Luciano Carta, generale della Guardia di Finanza, adesso vicedirettore dei Servizi esteri. Qui però c’è una variabile: Carta è in lizza anche per diventare Comandante generale delle Fiamme Gialle nel 2019, quando scadrà l’attuale numero uno Giorgio Toschi (recentemente prorogato).

Sviluppi – Situazione fluida anche all’Aisi, dove l’attuale direttore, il generale dei Carabinieri Mario Parente, scadrà nell’aprile dell’anno prossimo. Per la sua successione viene considerato solido il profilo di un altro Generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro (fratello del presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro), oggi Comandante dei reparti speciali. E Parente? Alcuni lo proiettano nella partita per la successione di Alessandro Pansa al vertice del Dis (scadenza aprile 2018). In questa particolare corsa un identikit dei papabili porta all’attuale vicedirettore, Paolo Ciocca, già assurto agli onori della cronaca per la corsa al vertice (o a un posto di commissario) Consob. In alternativa si parla di Luciana Lamorgese, prefetto di Milano, o di Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina.

Twitter: @SSansonetti

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