Imprenditori del Lazio furibondi con Zingaretti e Marino: lo stand dell’Expo sembra una guardiola del portiere ed è costato 7 milioni di euro

Scoppia la prima polemica all’interno dell’Expo. A dissotterrare l’ascia di guerra ci hanno pensato gli imprenditori laziali che si sono sentiti presi in giro visitando lo stand dedicato al Lazio all’interno della grande esposizione mondiale in svolgimento a Milano. “Sembra la guardiola del portiere, altro che grande spazio all’interno di Palazzo Italia”, hanno affermato all’uscita dell’inaugurazione. Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, aveva condito la presentazione dell’avvenimento come fa Mastrota quando deve vendere gli elettrodomestici e i materassi alle casalinghe a casa. “Il Lazio è l’ unica regione, assieme alla Lombardia, ad avere uno spazio permanente fino al termine di Expo e, in assoluto, l’unica regione presente all’ interno di Palazzo Italia. Uno spazio arioso e semplice, ma al tempo stesso ricco di tecnologie sofisticate e di grande impatto emotivo”, avevano affermato in coro il governatore Zingaretti con il sindaco di Roma, Ignazio Marino.
“Lo stand è caratterizzato dalla forte multimedialità e dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia (visori e monitor leap motion per interagire con le immagini; area dedicata alla visione virtuale 3D; mappe interattive). Un progetto di grande bellezza e dalle enormi potenzialità, che rappresenta l’ orgoglio di un territorio che punta a valorizzare in maniera innovativa la propria identità, le proprie bellezze, la propria cultura”.
Tutte belle parole che sono sembrate dette al vento quando gli imprenditori romani e laziali si sono trovati di fronte allo spazio, poco più grande di un monolocale, sperduto nei meandri del palazzo al secondo piano, che per trovarlo tocca usare il navigatore. “L’unica regione presente a palazzo Italia? Sì ma in uno sgabuzzino – sottolineano gli imprenditori – mentre le altre regioni hanno ciascuna un proprio stand”.

I COSTI
E pensare che per l’affitto e l’allestimento dello stand si sono spesi quasi 7 milioni. Il costo complessivo è stato di 6 milioni e 900mila euro, divisi tra Regione Lazio (4,5 milioni di euro), Roma Capitale e Unioncamere. Con quella cifra ci si costruisce un palazzo. All’interno dello spazio un tavolo di circa 2 metri per 2 sul quale possono vedersi delle immagini con gli occhialetti 3d di cartoncino, spazio talmente piccolo che le scolaresche fanno a spintoni per riuscire a vedere qualcosa. Un altro aspetto che ha lasciato di stucco gli imprenditori presenti è stato il fatto che ci sono pochissime immagini di Roma e che dei prodotti laziali dell’agroalimentare non c’è traccia. Dell’olio della Sabina o del carciofo di Ladispoli nemmeno un cenno. Ci sono i vini del Lazio, ma parcheggiati in un altro stand. Nessuna pubblicità ai poli industriali e ai consorzi che danno lustro al Lazio in Italia (e non solo). Non è escluso che gli imprenditori possano risentirsi con gli enti camerali regionali che hanno fatto uno sforzo immane per sostenere una spesa che ora in molti vogliono impugnare.

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