In Europa dialogo con fermezza. Su tasse e stipendi non si arretra. Parla Aiello (M5S): “Dall’Italia nessuna sfida a Bruxelles. Ma Flat tax e salario sono nel Contratto e si devono fare”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Il Governo è compatto”. E mettere premier contro vice premier fa il gioco di vuole solo “insinuare attriti in un meccanismo che si è già rivelato efficace nelle trattative con l’Europa”. Non ha dubbi il deputato M5S, Davide Aiello, componente delle commissioni Antimafia e Lavoro della Camera. Confermando che l’obiettivo resta quello di “abbassare le tasse agli italiani”.

Di Maio è stato chiaro: l’Italia deve pretendere più rispetto in Europa, sì al dialogo ma no ai tagli. Conte lo è stato altrettanto: attenzione a sfidare la Commissione Ue sulla procedura d’infrazione. Premier e vice parlano due lingue diverse?
“Il Governo è compatto. Mettere vice premier contro premier è l’ennesima trovata per insinuare attriti in un meccanismo – quello dell’Esecutivo – che si è già rivelato efficace nelle trattative con l’Europa. Con Bruxelles sarà semplicemente un dialogo condotto con fermezza, perché l’obiettivo è risolvere i problemi degli italiani facendosi rispettare, non prendersela con qualcuno”.

Dal vertice di lunedì, Di Maio e Salvini sono usciti con due punti fermi: tagliare le tasse e aumentare gli stipendi. Quindi avanti con Flat tax e salario minimo, due punti del Contratto che suonano però proprio come una sfida a Bruxelles che Conte vuole evitare, non crede?
“Non è una sfida all’Europa, ma un obiettivo per il Paese. Con queste iniziative restiamo dentro il perimetro di un contratto di governo già condiviso con e da tutti: M5S, Lega, premier e cittadini”.

A proposito di Flat tax, l’Europa accetterà che l’Italia tagli le tasse in deficit? Diversamente, dove troverete le coperture?
“In questa fase ciò che conta è l’intesa politica, ed è stata raggiunta. Dal punto di vista tecnico ci sono varie opzioni, quando arriverà sul tavolo quella definitiva la metteremo in pratica con l’apporto di tutti e – se necessario – con le dovute limature. Dobbiamo abbassare le tasse agli italiani nel modo più opportuno e nel più breve tempo possibile”.

E’ bastato che Di Maio annunciasse una direttiva del Mise per revocare i 15 milioni di incentivi ricevuti per far fare retromarcia alla Whirlpool sulla chiusura dello stabilimento di Napoli. Un segnale alle multinazionali che operano in Italia?
“Abbiamo sempre fatto un distinguo tra le aziende che adottano prassi virtuose e quelle che invece prendono decisioni rischiose per i lavoratori. Già con il decreto Dignità siamo intervenuti sulle delocalizzazioni, quindi la direttiva del Mise è perfettamente in linea con le nostre posizioni. Se prima alle imprese è stato permesso di prendere i soldi dello Stato e poi andare all’estero, ora non è più così. Whirlpool, come ogni azienda, deve rispettare gli impegni presi con lo Stato italiano: ora la nostra priorità è scongiurare definitivamente la chiusura dello stabilimento e tutelare tutti i dipendenti”.

Altra priorità indicata da Di Maio è la riorganizzazione del Movimento: da dove si comincia e cosa cambierà nella sostanza?
“Concordo con Luigi Di Maio: la riorganizzazione non è più rinviabile. Ed in effetti i lavori che in questi giorni vedono il Movimento impegnato a tutti i livelli dimostrano che è imminente. Lo schema è semplice, ma organico: referenti regionali e nazionali divisi per aree tematiche e presenti capillarmente sul territorio; che ascoltino tutte le istanze dei cittadini, prendendosi le relative responsabilità e mettendo in campo idee e iniziative concrete. Lontano dalla prassi dei partiti tradizionali, ossia cambiare poltrone perché nulla cambi”.

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