L’Istat certifica progressi sul mercato del lavoro. A ottobre 46mila posti in più. Disoccupazione al 9,7%. In calo anche tra i giovani

di Alessandro Righi
Politica

Se non è una vera e propria boccata d’ossigeno per il mercato del lavoro italiano, quanto meno si può parlare di dati incoraggianti. Già perché secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, a ottobre gli occupati risultano in crescita di 46mila unità (+0,2%) rispetto a settembre e di ben 217mila unità su base annua (+0,9%). Un dato positivo che, tuttavia, va visto insieme a quello che, sempre considerando lo stesso mese, vede crescere di 25mila unità anche gli inattivi, ossia tutte quelle persone che dichiarano di non avere un lavoro e di non cercarlo. Bene il tasso di occupazione che sale al 59,2% tornando al livello massimo registrato quattro mesi fa, con un aumento rispetto a settembre “dovuto in particolare alla crescita dei lavoratori indipendenti” (+38mila) dopo mesi di calo. “Sostanzialmente stabili”, invece, i dipendenti permanenti, mentre aumentano di 6mila quelli a termine.

DATI INCORAGGIANTI. Ma c’è di più perché i dati sull’occupazione mensile fanno segnare un incremento per entrambe le componenti di genere, cresce tra gli over 35 (+49mila) mentre cala lievemente tra i 25-34enni ed è stabile tra gli under 25. Caso a parte quello della disoccupazione degli under 24 che diminuiscono di 16mila unità. Un dato, questo, che non deve trarre in inganno perché, sempre secondo le rilevazioni dell’Istat, tutti e 16mila passano nel gruppo degli inattivi. Interessante, invece, il dato che vede aumentare la componente maschile di chi non cerca attivamente alcun impiego a differenza di quella femminile che diminuisce. In questa altalena di dati, non può che far piacere vedere come, a ottobre, il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, con un calo di 0,2 punti percentuali.

MOTIVI PER ESULTARE. Insomma su base annua l’occupazione risulta in crescita sia per le donne che per gli uomini. Stesso discorso si può replicare per tutte le classi d’età ad esclusione dei soli 35-49enni che, dati alla mano, sono quelli in maggior sofferenza. Tuttavia, precisa il report, al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. Insomma di motivi per brindare, specie dopo mesi in cui si diceva che il governo Conte avrebbe causato un disastro occupazionale, ce ne sono diversi. Lo sa bene il gruppo dei deputati M5S in commissione Lavoro alla Camera, guidati da Elisa Siragusa (nella foto) che ha esultato: “Siamo molto soddisfatti che le nostre politiche per il lavoro siano riuscite a dare speranza a migliaia di persone”.

Del resto, prosegue la nota: “L’Istat registra un calo della disoccupazione giovanile che si attesta a quota 27,8%. Senza dubbio c’è ancora molto da fare per dare un impiego a tutti i ragazzi e ragazze che concludono il loro percorso di formazione, ma abbiamo contribuito in maniera concreta con il Decreto Dignità e con gli incentivi per l’occupazione stabile, oltre che con il potenziamento dei Centri per l’Impiego inserito nel programma per il Reddito di Cittadinanza, a far segnare record di stabilizzazioni dei contratti diminuendo il precariato”.

Loading...