ItaliaCamp, quell’ente sulla carta non profit che nel frattempo è diventato un salottino degli appalti pubblici. Tra i soci Poste, Fs, Invitalia e Terna

di Stefano Sansonetti

All’inizio si presentano tutti nello stesso modo: organismi non profit che intendono semplicemente promuovere processi di innovazione. Obiettivo virtuoso, in un paese dove l’innovazione è troppo spesso latitante. Poi passa qualche anno è quello stesso organismo non profit si “trasforma”, crea altre strutture e fa affari a volontà. Si prenda il caso di ItaliaCamp, associazione nata nel 2010 con la sponsorizzazione dell’allora presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, e dell’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Una delle sue prime idee, dopo aver reclutato un gruppo di giovani, fu la famosa “srl a 1 euro”, ovvero la possibilità per gli under 35 di costituire una società a responsabilità limitata senza particolari spese. Insomma, sembrava che l’associazione avesse effettivamente un ruolo di proposta.

IL PASSAGGIO
Trascorrono 5 anni, però, e ritroviamo ItaliaCamp in raggruppamenti di imprese che vincono lauti appalti dagli enti locali e dai ministeri. Un salto in avanti, non c’è dubbio. Ma cosa è successo in questo lasso di tempo? Semplice, ItaliaCamp da una è diventata trina. Nel 2011, infatti, accanto all’associazione è nata un’omonima fondazione, i cui soci sono spa pubbliche come Ferrovie, Poste, Invitalia, Terna e società private come Rcs, Sisal, Unipol, Wind, Mercedes Benz e la As Roma. Davvero un bel “salottino” di poteri più o meno forti. Naturalmente la fondazione ItaliaCamp viene presentata come struttura che sostiene i progetti di innovazione dell’associazione. Ma passa un altro anno e arriva il terzo braccio. Si chiama ItaliaCamp srl, società quindi con scopo di lucro, con la quale di fatto si apre il remunerativo fronte delle consulenze. Anche qui i soci sono di peso. Oggi, infatti, accanto al 51% della srl che fa capo all’associazione ItaliaCamp, troviamo al 20% ciascuna Poste e Ferrovie, al 5% Invitalia, al 3% Rcs e all’1% la Fondazione ItaliaCamp. Il presidente di ItaliaCamp srl, nel cui cda ancora oggi siede Gianni Letta, è Luigi Mastrobuono, ex capo dipartimento imprese ed ex capo di gabinetto allo Sviluppo economico con Claudio Scajola.

LA CUCCAGNA
Nel 2015 si è aperta la grande stagione degli appalti. ItaliaCamp srl, in partnership con la Luiss (l’ateneo confindustriale) e la fondazione Giacomo Brodolini (infarcita di politici e sindacalisti), si è aggiudicata un appalto dal Comune di Milano per creare uno spazio cittadino in cui sviluppare “percorsi di innovazione sociale e di digital manufacturing”. In raggruppamento con altre società e cooperative, invece, l’associazione ItaliaCamp ha incassato una commessa dal Comune di Torino per “aumentare il potenziale d’innovazione sociale e tecnologica dell’area torinese”. Ancora ItaliaCamp ha vinto un appalto dal ministero dell’agricoltura per sviluppare una “piattaforma per l’innovazione sociale nel settore agrifood”. Tutto molto bello, ma anche molto “profit”.

Twitter: @SSansonetti

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