Italiani schiavi dei farmaci. Persino i bambini. L’ultimo rapporto dell’Aifa: consumati duemila farmaci al giorno su una media di mille abitanti

dalla Redazione
Salute

Nell’ultimo anno ogni italiano, compresi bambini, giovani e persone sane, ha assunto in media 1,7 dosi di farmaco. Circa due terzi le ha pagate il servizio sanitario nazionale, il resto sono state a carico dei cittadini. Lo conferma l’ultimo rapporto dell’Aifa, secondo cui oltre il 95 per cento degli anziani ne assume almeno uno. Addirittura nel 2017 si parla di quasi duemila farmaci consumati al giorno su una media di mille abitanti. Una crescita che sicuramente può essere considerata preoccupante in correlazione con lo stato generale di salute del popolo italiano. Per questo diventerà sempre più importante il percorso legato alla prevenzione e alla sensibilizzazione su questo tema.

E’ stato specificato anche quali sono i medicinali più prescritti, quelli per il sistema cardiovascolare che scendono al secondo posto per quanto riguarda la spesa. Dietro troviamo poi i farmaci per l’apparato gastrointestinale e per il metabolismo. E naturalmente poi ci sono anti infiammatori, antidepressivi e antimicrobici. Non manca niente alla lista.

Rispetto al 2016 purtroppo sono aumentati pure i costi del 6,7% e di spesa del 12,9% dei famarci antineoplastici e immunomodulatori che sono stati acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche. Insomma, gli italiani abusano dei farmaci. Per loro è quasi come bere un caffè: acquistare e assumere un medicinale è diventato un atto tra i più consueti. Complici il peso delle patologie croniche, legato all’invecchiamento della popolazione, ma anche le abitudini di tipo socio-culturali.

I farmaci sono usati dalla metà dei cittadini fino ai 54 anni, a oltre il 95% nella popolazione anziana con più di 74 anni, ovvero la quasi totalità degli over 74 assume almeno un medicinale. Nei bambini si registra una prevalenza d’uso dei medicinali del 49,9%, maggiore nei maschi rispetto alle femmine con un picco nel primo anno di età: la metà dei bambini ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno. Un aumento, ha spiegato Aifa, determinato principalmente da un più alto numero di confezioni di farmaci di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto, dei farmaci di automedicazione, di quelli in classe C con ricetta.