La Banca Centrale Europea si siede a tavola. Bando-monstre da 24 milioni per la ristorazione. Tanto costerà sfamare l’Eurotower

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Antonio De Curtis, in arte Totò, diceva: “A proposito di politica, quand’è che si mangia?”. In questo caso non si parliamo propriamente di istituzione politica, ma di mangiare assolutamente sì. La Banca Centrale Europea, infatti, in questi giorni ha pubblicato un maxi-bando di gara per il servizio di ristorazione. Sul piatto l’istituto facente capo a Mario Draghi ha previsto una spesa per i prossimi anni che raggiungono quota 24 milioni di euro. Pare proprio, dunque, che non ci si voglia trattar male a Francoforte sul Meno. Anche perché il servizio non sarà dislocato in tutta Europa, ma sarà esclusivo per le due strutture della Bce nella città tedesca.

Il bando di gara, infatti, risulta suddiviso in due lotti. Il primo riguarda il servizio di ristorazione specifico per l’Eurotower, “un edificio alto che ospita circa 1.850 posti di lavoro”. Tutti, ovviamente, dovranno pur sgranocchiare qualcosa tra una convention e l’altra. Posti all’interno della struttura, d’altronde, ce ne sono a iosa, a cominciare dal ristorante con circa 200 posti a sedere e la sala da pranzo con altri 100. Senza dimenticare, ancora, le 7 sale conferenza “che possono ospitare fino a un massimo di 542 partecipanti” e un’area per eventi “con una capacità totale approssimativa di 199 partecipanti”.

Tutte le zone, si legge nel bando, dovranno essere servite da distributori e zone lounge. Nulla di strano se si pensa che ogni piano dell’Eurotower conta qualcosa ome 64 cucine. Inevitabile allora che solo per il primo lotto il costo sia di rilievo. Importo stimato in questo caso: 13,3 milioni di euro. Una barca di soldi con cui si intende servire annualmente 160mila pranzi e 66.500 colazioni al personale, 1.800 pranzi e cene per eventi eccezionali, 12.500 pranzi e cene buffet nelle aree conferenza, 500 pranzi e cene “executive”. Manco fosse un ristorante pantagruelico.

Come detto, però, il bando conta anche un secondo lotto. Pochi conoscono lo Japan Center, altra struttura in mano alla Bce sempre a Francoforte sul Meno. In questo edificio esclusivo lavorano altri 1.200 dipendenti della Banca centrale. E, ovviamente, uguale trattamento è riservato anche a loro. In questo caso il ristorante attualmente disponibile conta 215 posti a sedere. E, anche in questo caso, abbondano zone lounge, aree conferenza e angoli cottura: 28 per ogni piano. “Il volume annuale approssimativo di pasti serviti”, si legge ancora nella documentazione, è 113mila pranzi per il personale e 5mila per gli ospitti dell’area conferenza. Il tutto per la “modica” cifra di ulteriori 10,6 milioni.

E mentre si ragiona su lauti pasti e bevande, pare che la Bce voglia pure cambiare look. La Banca centrale, infatti, ha pubblicato un secondo bando per altri 2,4 milioni di euro. L’oggetto dell’appalto recita: “Fornitura di servizi di pianificazione generale”. Chiunque penserebbe a una strategia quasi accademica da mettere in campo nell’ambito finanziario. Nulla di tutto questo.

La Bce vuole rinnovare e rinnovarsi. In parole povere, essere alla moda. Lo scopo del pianificatore generale include, infatti, le seguenti operazioni: “servizi architettonici per edifici e interni, interior design, servizi architettonici per aree esterne, pianificazione del quadro strutturale”. Si parla finanche di “servizi di consulenza in materia di isolamento acustico”. Non sia mai che durante il pranzo i commensali facciano troppo baccano. Francoforte non si mette a dieta. Mentre in tutta Europa si fanno i conti con l’austerity imposta in nome dell’euro, alla Bce non badano a spese. I nuovi servizi di ristorazione per gli eurobanchieri costano 24 milioni.