La Brexit è un pericolo, ma per la Bce non sarà una catastrofe. Ma prepara misure straordinarie

dalla Redazione
Economia

La crescita continua “costante e moderata”. Ma sulla ripresa gravano alcune incognite. A cominciare dalla possibile Brexit, dopo il referendum del 23 giugno sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea. Il bollettino della Banca centrale europea offre un giudizio equilibrato della situazione, senza alimentare allarmismi. “La crescita continua a essere sostenuta dalla domanda interna, mentre è frenata dalla debolezza delle esportazioni”, si legge nel report della Bce. Secondo le stime il Pil dell’Eurozona crescerà dell’1,6% nel 2016 e dell’1,7% nel 2017 e nel 2018. Per l’inflazione la previsione è del +0,2% nel 2016, mentre dal 2017 la risalita sarà più significativa, attestandosi all’1,3% nel 2017.

Pericolo Brexit
Il bollettino della Bce dedica un passaggio importante alla Brexit. “Secondo la valutazione del Consiglio direttivo i rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro restano orientati verso il basso, ma risultano più equilibrati sulla scorta delle misure di politica monetaria attuate e dello stimolo che deve ancora manifestare i suoi effetti”. E – prosegue il documento – “i rischi al ribasso sono ancora connessi all’andamento dell’economia mondiale, all’imminente referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea e ad altri rischi geopolitici”. Tuttavia il caso di forti turbolenze, l’Eurotower è pronta a interventi straordinari. La Bce “seguirà con attenzione l’evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi e, se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”.

Il capitolo della politica monetaria occupa uno spazio importante nel documento. E, per il momento, “vale a dire il programma di acquisto di attività del settore societario e la nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, che concorreranno a un ulteriore riequilibrio dei rischi per le prospettive di crescita e di inflazione”. E da Francoforte viene annotato un miglioramento anche per quanto riguarda la concessione del credito. “Le banche hanno trasmesso le condizioni favorevoli di finanziamento alla clientela attraverso tassi sui prestiti più contenuti e le migliori condizioni di credito continuano a sostenere la ripresa della crescita dei prestiti”, ha scritto la Bce.

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