La grande fuga dei padri fondatori del Pd. Dei 45 membri del comitato promotore ne sono rimasti solo la metà

di Antonello Di Lella
Politica

La foto del Comitato 14 ottobre è ormai uno sbiadito ricordo. Dal 2007 a oggi il poster fondativo del Pd si è trasformato in un puzzle sgretolato. Con pezzi ormai introvabili. Tirando le somme, dei 45 fondatori del partito ne sono rimasti sì e no la metà. E pochi con ruoli di primo piano. C’è chi è andato via sbattendo la porta ritenendo tradita la mission iniziale. Ma anche chi è stato messo all’angolo, isolato. L’elenco dei desaparecidos è lunghissimo. Come dimenticare l’addio al veleno di Sergio Cofferati (2015) che denunciò presunti brogli alle primarie per le regionali in Liguria vinte da Raffaella Paita?

O di Francesco Rutelli, che nel 2009 decise di dar vita all’Api, trascinando con sé anche qualche altro fondatore, come Vilma Mazzocco e Linda Lanzillotta (poi rientrata dopo essere transitata pure in Scelta Civica). Un anno dopo a dare l’addio è stata Luciana Sbarbati, che ritenne gravissimo l’isolamento della componente laica da parte degli ex Ds. L’anno 2013 è stato invece quello dei saluti per Marco Follini, a causa di quella che ritenne “una crisi strategica e identitaria” del Pd. Ha poi mollato Mario Barbi, tra i fedelissimi di Prodi. Oltre a esponenti politici, tra i fondatori c’erano anche rappresentanti della società civile scelti all’epoca da Ds e Margherita. Tra questi il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, lo scomparso economista Marcello De Cecco e Paola Caporossi. “Eravamo in 45 tra i fondatori del Pd, ma nel giorno dell’arresto gli altri 44 sparirono”, attaccò invece Ottaviano Del Turco che venne scaricato dal suo partito molto prima della successiva condanna per il processo Sanitopoli nell’Abruzzo che governava. Tra gli azzoppati dalla magistratura anche Renato Soru.

Una decina i superstiti che oggi ricoprono ancora ruoli di primo piano in Parlamento. Tra questi il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Ma anche Dario FranceschiniAnna Finocchiaro ed Enrico Morando. Senza dimenticare che tra i 45 padri fondatori c’erano pure quei Pier Luigi Bersani Massimo D’Alema usciti per dare vita a Mdp.