La Lega contro gli europirla

dalla Redazione
Politica

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”Senza l’euro l’Italia riparte, ripartono i consumi e non ci saranno mai più’ casi Electrolux”. E’ la parola d’ordine del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che sollecita il nuovo governo a ”tirare fuori le palle con Bruxelles”, precisando che questa è una richiesta ”non della Lega Nord, ma del Paese che lavora”. In quest’ottica, la priorità del nuovo governo deve essere quella di ”ridiscutere tutti i vincoli europei a partire dalla prima sciocchezza che e’ l’euro”. Il Carroccio, insomma, dichiara guerra alla moneta unica. E il primo campo di battaglia e’ il ‘No Euro Tour’, iniziativa che ha preso il via ieri a Firenze e che proseguira’ sabato prossimo a Milano per concludersi a maggio a Roma. Allo studio anche un tappa nel Mezzogiorno, in Puglia o in Sicilia. ”La battaglia per un altra Europa e contro questo euro e’ una battaglia non solo del Nord”, chiarisce Salvini precisando che dalla pagina web ‘bastaeuro.org’ e’ possibile scaricare il manuale ‘Basta euro! Come uscire dall’incubo’, con 31 domande e altrettante risposte dedicate a quelli che Salvini definisce ‘europirla’, ossia tutti coloro ”che dicono che l’euro non si tocca.

In 25 pagine – spiega ancora il segretario della Lega Nord – documentiamo perche’ fuori dall’euro l’Italia riparte”. A teorizzarlo e’ Claudio Borghi Aquilini, professore di Economia all’Università Cattolica di Milano: ”Non c’è nessun economista serio che dica che l’euro e’ il migliore dei mondi possibili”. Al contrario, a suo parere con la moneta unica ”ci stanno fregando, raccontandoci balle”. Ecco alcuni esempi: ”Siamo entrati nell’euro senza che nessuno ci abbia chiesto nulla. Abbiamo dato alla Spagna 10 miliardi per salvare le sue banche, ma non siamo riusciti a trovare 150 milioni per la mini Imu. Abbiamo impegnato 53 miliardi nel fondo salva stati, soldi che potevano essere impiegati per ridurre debito pubblico”. L’uscita dall’euro immaginata dal Carroccio prevede diversi passaggi. In principio l’introduzione di un euro a due velocita’. ”Una sola moneta – puntualizza Salvini – non può andare bene per tutta Europa”. Poi il ritorno alle monete nazionali. ”Il tasso di conversione sarebbe uno a uno – chiarisce Borghi Aquilini – e il giorno dopo questo passaggio non se ne accorgerebbe nessuno”. Infine l’introduzione di monete macro-regionali. ”Cosi’ come l’euro non puoò andare bene per tutta Europa – spiega ancora il segretario federale – cosi’ una moneta nazionale non potrebbe andare bene per tutta l’Italia, tra Nord e Sud ci sono economie diverse”.

 

 

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