La madre di Renzi rinviata a giudizio a Cuneo con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. L’inchiesta riguarda una società di volantinaggio fallita nel 2014

dalla Redazione
Cronaca

La madre dell’ex premier Matteo Renzi, Laura Bovoli, è stata rinviata a giudizio dal Tribunale di Cuneo con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’inchiesta che riguarda i contatti con una società cuneese fallita nel maggio 2014, la Direkta Srl e coinvolta in una vicenda di fatture false. L’amministratore della società, Mirko Provenzano, era stato già condannato per reati fiscali e ha patteggiato per la bancarotta.

L’udienza per la madre dell’ex leader dem è stata fissata per il 19 giugno. Direkta era specializzata nella comunicazione pubblicitaria e nel volantinaggio. L’inchiesta della Guardia di Finanza aveva messo in luce una serie di fatture false emesse dalla Eventi6, la società di Rignano sull’Arno già coinvolta nella recente inchiesta della Procura di Firenze, tra i cui amministratori figura anche la madre dell’ex premier.

Le fatture, per svariate decine di migliaia di euro, finite sotto la lente della tributaria erano state emesse dalla società Direkta nel biennio 2011-12 insieme a quasi 80mila euro di note di credito emesse dalla stessa società a storno parziale di fatture che, si legge nelle carte dell’inchiesta, “di fatto risultano, almeno in parte, rappresentare il rimborso dei costi sostenuti da Eventi 6 per il pagamento di interessi passivi, per spese legali o per errate fatturazioni, chiamato dalle parti cosiddetto rischio d’impresa”.

Oltre a Laura Bovoli sono stati rinviati a giudizio anche l’amministratore della Gest Espaces Srl di Carmagnola (che risponde di concorso in bancarotta documentale aggravata dall’entità del danno patrimoniale), Paolo Buono, e il contabile della Direkta, Franco Peretta, accusato di “concorso in bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale pluriaggravata dall’entità del danno patrimoniale e dalla molteplicità di condotte”.

Laura Bovoli non era presente all’udienza preliminare di stamani a Cuneo. Il suo legale, Federico Bagattini, parla di “una decisione ampiamente prevedibile”. “Ci difenderemo nel dibattimento”, ha poi aggiunto l’avvocato.