La partita dei sottosegretari. Adesso Salvini gioca al rialzo. Oggi le nomine in Consiglio dei ministri. Dopo il boom elettorale la Lega vuole più posti

di Antonio Pitoni
Politica
Salvini

Il primo effetto delle Comunali. Con la Lega che conferma il trend in crescita anche nelle città, ora il leader del Carroccio Matteo Salvini fa pesare l’ultimo bottino elettorale nei rapporti interni alla maggioranza di Governo con i Cinque Stelle. E alza la posta sulle poltrone di viceministri e sottosegretari.

Prova di forza – E non è escluso, che proprio alla luce del risultato ottenuto alle Amministrative, le quote già stabilite – 15 sottosegretari su 35 e 3 viceministri su 8 alla Lega – possano essere ritoccate proprio a vantaggio del Carroccio che punta a pareggiare il conto. Si vedrà. Con la griglia dei nomi di fatto già definita e concordata nel vertice di domenica sera a Palazzo Chigi tra il ministro dell’Interno, il premier, Giuseppe Conte, e il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio,  non resta che piazzare le pedine nelle rispettive caselle. Il nodo da sciogliere è proprio questo: la distribuzione degli incarichi. Che sarà ratifica da un Consiglio dei ministri ad hoc la cui convocazione potrebbe arrivare già oggi. Quando si capirà chi si sia aggiudicato il braccio di ferro, che va avanti ormai da giorni tra Lega e M5S, sulle deleghe più delicate e contese. A partire da quella (strategica) alle telecomunicazioni. Una delega sulla quale Di Maio non sembra intenzionato a cedere per evitare il rischio che, affidando un settore così caro agli interessi di Silvio Berlusconi – che resta pur sempre un alleato di Salvini – i Cinque Stelle finiscano di nuovo nella bufera per aver ceduto troppo al Carroccio. Con l’aggravante, stavolta, di aver fatto un regalo all’ex Cavaliere dopo essersi rifiutati di sedersi anche solo al tavolo con lui. E alla fine è probabile che la partita si risolva a favore di Di Maio. “Può essere”, conferma, del resto, lo stesso Salvini pressato sull’argomento. La seconda delega alla quale il capo politico M5S non sembra intenzionato in nessun modo a cedere è, inoltre, quella all’editoria per la quale avrebbe indicato il nome del senatore grillino, Primo Di Nicola, già giornalista dell’Espresso, del Fatto Quotidiano ed ex direttore del Centro. Sulla terza, quella ai Servizi, non è escluso che possa restare direttamente in mano al presidente del Consiglio.

Totonomine – Al ministero dell’Economia restano in corsa i grillini Laura Castelli (viceministro) e Stefano Buffagni. Mentre al superministero dello Sviluppo economico e Lavoro guidato da Di Maio, la Lega punta a piazzare Alberto Brambilla. Alla Farnesina praticamente scontata la nomina della pentastellata Emanuela Del Re. Ad affiancare Salvini al Viminale, invece, sono in pole i leghisti Nicola Molteni e Stefano Candiani (in ballottaggio per il posto da vice). E ancora: Edoardo Rixi (Lega) è vicino alle Infrastrutture, Nunzia Catalfo e Luca Frusone (entrambi M5S) rispettivamente allo Sviluppo e alla Difesa come vice. Chiusa la partita della squadra di Governo, inizierà quella delle presidenze di commissioni di Camera e Senato. I Cinque Stelle hanno già indicato i propri candidati.

Commenti

  1. honhil

    Intanto, la ruota delle polemiche continua a girare. E se da Gino strada, in un certo senso, c’era da aspettarselo essendo l’emblema di questa sinistra che non sa uscire dal buio di quel ripostiglio ideologico in cui si è da troppo tempo rinchiusa. Invece, appare un decadimento inaspettato, l’atteggiamento tenuto da Ferrara, sull’argomento. Anche perché l’unico vero bullo italico è lui. Da sempre.

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