La road map di Di Maio. Ora basta freni e via al reddito minimo. Il vicepremier svela i No della Lega. Sono loro che tentennano sulle riforme

di Giorgia Iusti
Politica

Deciso a rispettare il contratto di governo e non a vivacchiare pur di mantenere la poltrona. Capace di portare avanti riforme fondamentali per la crescita del paese e a dimostrarlo evidenziando i risultati ottenuti ad esempio con il decreto dignità. Sicuro di salvare sia l’Alitalia che l’ex Ilva, ma senza cedere su questioni fondamentali come i diritti dei lavoratori. Ieri Luigi Di Maio è intervenuto a tutto campo su temi particolarmente sensibili per il futuro gialloverde e che investono direttamente il suo Ministero. Sempre ponendosi come rappresentante di una forza responsabile e senza rinunciare a puntare il dito contro incongruenze e intemperanze degli alleati leghisti.

LA BASE. Il vicepremier pentastellato ha assicurato che vuole andare avanti fino alla fine della legislatura. Ma non per forza. Soprattutto non se tenere in piedi il governo significa accettare compromessi al ribasso. “Il governo – ha dichiarato – salta solo se non fa le cose e io sono stanco dei tentennamenti della Lega”. L’ennesima esternazione per inchiodare Matteo Salvini alle sue responsabilità nel caso decidesse di staccare la spina all’esecutivo. Il leader del M5S ha poi specificato che la sua idea di sviluppo sta già dando risultati, rivendicando così quelli del decreto dignità.

Un aspetto quest’ultimo che, ribattendo alle critiche dei sindacati, il vicepremier ha sostenuto aver portato a un tasso di occupazione del 59%, il dato più alto dal 1977, a un tasso di disoccupazione del 9,9%, il valore più basso dal 2012, e +328mila contratti a tempo indeterminato. Una strada che Di Maio intende continuare a percorrere, guardando ora all’ulteriore traguardo del salario minimo. “Noi stiamo pensando a una legge di bilancio realistica – ha affermato il vicepremier intervenendo da Bologna – che abbassi le tasse. Non si dica che il salario minimo è una proposta per chi non paga le tasse. Farlo significa alzare la base di chi le paga. Il tema non è quando si fa la legge di bilancio ma quando arrivano le coperture”.

I TEMI CALDI. Su Alitalia il leader del Movimento 5 Stelle ha assicurato che seguirà il piano industriale, specificando che dovrà “essere sui voli di lungo raggio” e non dovrà “sacrificare l’occupazione”. “Voglio essere l’ultimo ministro dello sviluppo economico che si occupa di Alitalia – ha aggiounto Di Maio – e che se ne occupa in maniera strutturale, non per metterci una toppa ma per rilanciarla”. Per quanto riguarda l’ex Ilva di Taranto, il vicepremier ha invece precisato che intende andare avanti, ma garantendo la sicurezza dei lavoratori, definendola un aspetto non barattabile. Ribadito infine il massimo dell’impegno anche per il Sud Italia: “I ministri Lezzi e Bonisoli hanno presentato in Campania due importanti progetti di sviluppo. Uno che riguarda la messa in sicurezza e il rilancio per il sito portuale di Castellammare di Stabia, l’altro di recupero e valorizzazione del centro storico di Napoli”.

MENO TASSE. Dopo settimane in cui il dibattito sulla diminuzione della pressione fiscale è ruotato tutto attorno alla Flat Tax tanto cara alla Lega, Di Maio ha infine dichiarato di aver trovato una soluzione per ridurre il canone Rai. “Non posso dire altro – ha concluso – ma nei prossimi giorni ci saranno novità, perché come gruppo parlamentare abbiamo trovato una soluzione che ci consente di ridurre il canone Rai senza danneggiare la qualità del servizio pubblico”.

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