Lanzalone si arrende. E dopo mesi lascia il Cda di Acea. La guida dell’utility capitolina già nelle mani del nuovo presidente Castelli e dell’Ad Donnarumma

dalla Redazione
Cronaca

Avevano provato in tutti i modi a chiedergli di lasciare, ma l’avvocato Luca Alfredo Lanzalone, presidente dell’Acea fino a giugno scorso, quando fu coinvolto nell’inchiesta per lo stadio della Roma e arrestato insieme al costruttore Luca Parnasi e altri, si era blindato in quel ruolo di consigliere di amministrazione dell’Utility capitolina. Una resistenza per molti inspiegabile, visto che l’azienda aveva preso nettamente le distanze, così come l’amministrazione di Virginia Raggi, pubblicamente pentita di averlo nominato.

Con il processo entrato nella fase calda, ieri però Lanzalone si è rassegnato e ha rassegnato le sue dimissioni dal Cda di Acea. Finisce così l’avventura iniziata il 27 aprile 2017 e non degenerata in ulteriori problemi per l’ex municipalizzata del Campidoglio grazie alla nomina di un nuovo presidente Michaela Castelli e alla gestione saldamente in mano all’Ad Stefano Donnarumma.

A quanto si sa Lanzalone possiede ancora 3.070 azioni di Acea Spa. Avevano provato in tutti i modi a chiedergli di lasciare, ma l’avvocato Luca Alfredo Lanzalone, presidente dell’Acea fino a giugno scorso, quando fu coinvolto nell’inchiesta per lo stadio della Roma e arrestato insieme al costruttore Luca Parnasi e altri, si era blindato in quel ruolo di consigliere di amministrazione dell’Utility capitolina.

Una resistenza per molti inspiegabile, visto che l’azienda aveva preso nettamente le distanze, così come l’amministrazione di Virginia Raggi, pubblicamente pentita di averlo nominato. Con il processo entrato nella fase calda, ieri però Lanzalone si è rassegnato e ha rassegnato le sue dimissioni dal Cda di Acea.

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