Terremoto all’Aquila, prescritti gli ultimi processi sui crolli. E molte vittime restano senza giustizia

di Antonello Di Lella
Cronaca

Non tutte le vittime del terremoto dell’Aquila hanno avuto giustizia. E chi non l’ha ottenuta finora non l’avrà mai più. Perché oggi cala per sempre il sipario sui processi relativi ai crolli del terremoto del 6 aprile 2009. Travolti dalla prescrizione che interviene esattamente dopo sette anni e sei mesi da quella tragica notte.

GRANDI RISCHI BIS – Mediaticamente è il più celebre dei processi visto che sul banco degli imputati vi era finito l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso. La sentenza di primo grado è arrivata nei giorni scorsi con l’assoluzione di Bertolaso che era stato accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni per aver organizzato “un’operazione mediatica per rassicurare la popolazione”. Fatto sta che la Procura non ricorrerà in appello anche perché questo processo finisce in prescrizione proprio oggi.

SENZA PENA – Restano senza giustizia le 13 persone morte nel crollo di via D’Annunzio. Lo scorso mese di maggio la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello nei confronti dell’ingegnere imputato per omicidio colposo plurimo. Dopo una prima condanna, poi ridotta in appello, il processo è arrivato in Cassazione. Dove è stato cassato con rinvio in un’altra corte d’appello, quella di Perugia. Processo che finisce oggi. Senza una soluzione definitiva. Stessa sorte per il processo relativo ai crolli di via Sturzo all’Aquila. Qui le vittime che non avranno giustizia sono 27. Dopo la condanna in primo grado dell’imputato il processo si è interrotto. L’unico progettista sopravvissuto, infatti, non è più nelle condizioni di essere sottoposto a un processo. Come attestato da diverse perizie mediche, l’uomo, molto anziano, ha gravi problemi di salute. Il percorso giudiziario è andato avanti di rinvio in rinvio. Fino all’odierna prescrizione. Si è concluso, invece, senza colpevoli il processo per il crollo di una palazzina in via Francesco Rossi. Qui morirono 17 persone. E l’unico imputato, precedentemente condannato, è stato assolto definitivamente dalla Cassazione.

LE CONDANNE – Una cosa però è certa: questa volta non è finita per tutti a “tarallucci e vino”. Per i crolli dell’Aquila c’è anche chi ha pagato. Condanne definitive sono arrivate per i crolli della casa dello studente (8 vittime), del convitto nazionale (3 vittime minorenni) e della facoltà di ingegneria di Roio (nessun morto). Tutti i processi relativi ai crolli di edifici pubblici sono stati portati a termine Ed è già qualcosa. “Per la prima volta, finalmente, c’è un precedente che ammette la responsabilità umana in crolli causati dal terremoto”, ha spiegato a La Notizia Wania Della Vigna, avvocato delle parti civili nel processo relativo alla casa dello studente, “Questa è una bella pagina di giustizia. E rappresenta un monito per chi costruisce. Sancisce che ci sono delle conseguenze per chi sbaglia”.

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