Le Province un monumento allo spreco della politica. Ormai non resta che abolirle. Per il sottosegretario Fantinati (M5S): “La proposta leghista è una follia. Ma alla fine si arriverà a un accordo”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Reintrodurre le Province? “Una follia”. Non usa mezzi termini il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Mattia Fantinati, dopo le polemiche tra Cinque stelle e Lega con quest’ultima che ha lanciato l’idea di riabilitare gli enti provinciali, aboliti a metà dalla riforma Delrio. E la ragione di tale follia è molto semplice: “Le Province sono un monumento allo spreco della politica”.

Secondo lei l’obiettivo leghista è un nuovo poltronificio?
Non so quale sia la loro motivazione, ma è una follia. Certo, la provocazione leghista nasce dal dato che la riforma Delrio, che le avrebbe teoricamente abolite, è un monstrum giuridico che non ha in realtà abolito nulla. Anzi, ha fatto solo danni, sottraendo risorse per erogare servizi, che adesso cadono a pezzi, come le ex strade provinciali. Noi del M5s vogliamo tagliare gli sprechi, non i servizi essenziali di cui hanno bisogno cittadini, come ha fatto il Pd nella sua scriteriata stagione dell’austerità. Ma questo non comporta riesumare le vecchie Province.

Non la pensa così il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, che ha definito l’approccio del ministro Lezzi, che parlava appunto della necessità di evitare poltronifici, “cialtrone”.
Cialtrone sono le sue offensive parole e certi sedicenti autonomisti che hanno approfittato della falsa abolizione delle Province per prendersi qualche servizio lucroso e spolparselo, lasciando i cittadini senza servizi. Alcuni asset provinciali sono infatti finiti a Regioni o in società miste a controllo regionale. La politica ha incassato e ai cittadini hanno lasciato il conto.

A questo punto la domanda è d’obbligo: qual è la posizione del Movimento?
Vanno abolite. Già quando si crearono le Regioni, si sarebbero dovute abolire. Invece, si sono tenute in piedi come semplice poltronificio. Anzi, se ne sono istituite altre, le più improbabili, magari con doppio o triplo capoluogo, quasi che la provincia fosse uno status a cui dovessero ambire certi Comuni.

Questo a cosa ha portato?
Le faccio qualche esempio. La Provincia di Prato, con 7 Comuni, era stata istituita nel 1992, quando Prato è a soli 22 km da Firenze. La Provincia di BAT, invece, ha 10 Comuni, per tre capoluoghi di Provincia, Barletta, Andria e Trani. Solo il costo politico delle Province era, nel 2010, di 140 milioni di euro, secondo l’Istituto Bruno Leoni. Quando parliamo di costo politico ci riferiamo a emolumenti e indennità di presidenti, vicepresidenti, assessori e consiglieri delle Province. Come costo complessivo, siamo passati dagli 8,4 miliardi di euro del 2011, ai 4,8 attuali, secondo Codacons. Ma la spesa resta perchè è stato abolito solo il diritto del corpo elettorale a partecipare allo scrutinio. Vari sindaci metropolitani governano ex Province, che sono diventate la camera di compensazione: i “trombati” di un Comune vengono così premiati con qualche delega metropolitana.

Quali saranno le mosse del Governo? Si andrà verso il ripristino o l’abolizione?
Le vecchie Province vanno abolite realmente. Questo non significa che non ci debba essere un approccio serio all’erogazione di servizi e politiche pubbliche di area vasta. La soluzione la offre la Costituzione. Secondo il principio di sussidiarietà, si devono erogare al livello più vicino ai cittadini quei servizi che si giovino della prossimità. Negli altri casi, occorre un approccio più macro.

Non c’è il rischio che, viste le due posizioni opposte, si lascerà che le cose restino così come sono adesso?
Una cosa riconosco alla Lega. Noi governiamo l’Italia per cambiare e non cincischiare. In pochi mesi, abbiamo approvato quello che avevamo promesso. È una piccola rivoluzione in un Paese abituato solo a chiacchiere elettorali e a politici che scaldano la poltrona senza fare nulla. Troveremo la quadra anche stavolta. Basta, però, fughe in avanti o, peggio, maleducazione, come quando si definisce cialtrone l’approccio di una persona seria come la ministra Lezzi.

Di Maio, però, ha detto che se la Lega vuole reintrodurre le province, deve cercarsi un altro alleato.
Di Maio è chiaro e fa bene. L’unico modo di far funzionare questo Governo, dato che siamo forze politiche diverse, è confrontarsi, anche duramente. La stampa vede solo litigiosità. Io vedo un sistema che, alla fine, funziona e ci consente di trovare la soluzione migliore. Per questo, andremo avanti e, ne sono certo, facendo sempre di più e meglio.