Lo stop alla prescrizione fa vincere i cittadini, ora ampliare gli organici. Parla il sottosegretario Ferraresi (M5S): “Con la Manovra assunti 600 giudici”

di Carmine Gazzanni
L'intervista
Vittorio Ferraresi

“Chi ha vinto tra Lega e M5S sulla prescrizione? Nessuno dei due. Per me hanno vinto i cittadini italiani”. Ha le idee chiare il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, dopo giorni di polemiche sull’emendamento, fortemente voluto dal ministro Alfonso Bonafede, riguardante lo stop alla prescrizione in caso di condanna dopo il primo grado di giudizio.

Dopo giorni di polemica, però, una qualche mediazione c’è stata. E in una mediazione c’è sempre chi ci “guadagna” di più.
“Hanno vinto i cittadini: non posso che essere soddisfatto. Per quanto riguarda le due forze politiche, sono tutte cose contenute nel contratto di Governo”.

Però c’è il problema secondo cui prescrizione e riforma del processo penale sono slegate: e se la prima dovesse entrare in vigore senza la seconda?
“Io credo che quest’ipotesi non sussista perché noi abbiamo messo nero su bianco l’entrata in vigore dello stop alla prescrizione da una parte, e dall’altra ci impegneremo per riformare il processo penale”.

Per via di un accordo?
“Non solo. Entrambe le forze politiche, M5S e Lega, credono fortemente nell’esigenza di avere processi più brevi e maggiori investimenti nella giustizia”.

Mettiamo caso qualcosa dovesse andare storto. Non avremmo più la riforma del processo penale…
“Non accadrà. Se dovesse succedere qualcosa, peraltro, il problema non sarebbe solo per la giustizia, ma per tutte le riforme che stiamo mettendo in campo. C’è di mezzo la nostra credibilità con i cittadini”.

Il Governo come intende intervenire per riformare il processo penale?
“Si tratta di mettersi intorno a un tavolo con le due forze politiche di maggioranza e gli attori del processo penale, magistrati e avvocati, e capire quali sono le questioni da semplificare, i punti del processo da unificare e quelli invece da eliminare. Tutto questo implica un confronto serio, alcune idee già sono state delineate, ma ovviamente per l’ultimazione delle stesse dovranno passare alcune settimane. Siamo sicuri che l’anno e due mesi che abbiamo a disposizione, basteranno affinché le idee possano concretizzarsi”.

C’è il problema, ad esempio, delle lungaggini. A riguardo lo stop alla prescrizione da solo potrebbe essere controproducente.
“I tempi certi si raggiungono con i fatti. Se io ho un organico in difficoltà è ovvio che le lungaggini resteranno. Se io ho un processo penale abbastanza farraginoso, questo non può sussistere. Ecco perché occorre confrontarsi con gli attori del processo”.

Ci saranno investimenti ad hoc?
“Questo già da subito. La Manovra segna veramente la svolta”.

In che senso?
“Andiamo a triplicare le assunzioni rispetto allo scorso anno, con tremila unità di personale amministrativo e oltre 5mila di turn-over. Ma ampliammo anche la pianta organica dei magistrati di 600 unità e non accadeva dal 2001. Tutto questo non andrà in circolo domani, ma nel giro di qualche mese potremmo già vedere dei benefici notevoli e sarà nuovo ossigeno che rinvigorirà le forze della giustizia e sicuramente darà una mano a sveltire l’arretrato”.

In merito agli organici, c’è l’annoso problema degli incarichi extra-giudiziari e dei magistrati fuori ruolo. Interverrete anche su questo?
Al momento non è pianificato un intervento, ma ci si può assolutamente ragionare. Certamente controlleremo che non si deroghi troppo nelle procedure che possono ledere in ogni caso il lavoro dei tribunali”.

E invece gli avvocati? Qui i rapporti non sono idilliaci. I penalisti hanno indetto uno sciopero…
“Per noi il confronto è sempre aperto. Rispettiamo la loro decisione, pur non condividendola”.

Perché?
“Gli scioperi non danneggiano noi, ma i cittadini che vivono il tribunale e la giustizia in sé”.

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