Lombardia, la Corte boccia la legge anti-moschea. Consulta islamica e Regione: enclave del Califfato. Dal Governatore a Salvini tutti contro i giudici

dalla Redazione
Cronaca

Roberto Maroni ci teneva davvero tanto. Ma la sentenza della Corte Costituzionale è inequivocabile: bocciato la legge della Regione Lombardia che di fatto impediva la costruzione di nuove moschee è stata bocciata. Non ci ha pensato due volte il Governatore a commentare, rancoroso: “La sinistra esulta: Allah Akbar“. E a rincarare la dose ci ha pensato direttamente il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha dato direttamente dell’”islamico” alla Consulta. Meglio ancora ha fatto il capogruppo in Regione, Massimiliano Romeo, secondo il quale la Lombardia sta diventando “un enclave del Califfato”. Nel dettaglio, la legge varata nel gennaio 2015 contiene una serie di norme urbanistiche particolarmente restrittive per la costruzione di nuovi luoghi di culto, comprese sinagoghe e templi protestanti o buddisti. Il testo era stato impugnato dal Governo davanti alla Consulta, perché secondo l’esecutivo violava diversi articoli della Costituzione tra cui i principi di uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose. La Corte ha deciso per la bocciatura, ma le motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane. Esultano, ovviamente, le opposizioni, a cominciare dal Movimento 5 Stelle: “Archiviamo finalmente una legge idiota e propagandistica che avrebbe prodotto solo problemi”, ha sottolineato ad esempio il consigliere regionale Eugenio Casalino. Certo è, però, che dopo le inchieste che hanno toccato esponenti del partito padano in Liguria (rimborsopoli) e in Lombardia stessa (sanità), quello di ieri è il terzo atto di una guerra, tra Lega Nord e magistratura, che è facile supporre durerà ancora a lungo.