M5S mai al Governo con il Pd. Plebiscito dei lettori della Notizia. Coro di No a un possibile cambio di cavallo con la Lega. “Attenti al neo segretario, è il copia e incolla di Renzi”

di Antonio Acerbis
Politica

C’è chi è categorico: “Mai con il Pd… se così fosse il mio voto al Movimento 5 Stelle mai più”. E chi è possibilista: “Aspettiamo l’eventuale svolta del Pd. Vediamo se ci sarà un cambiamento”. Ma la stragrande maggioranza dei lettori de La Notizia, che ieri hanno commentato via social la nostra prima pagina, di alleanze tra i Cinque Stelle e il Partito democratico proprio non vuol saperne. È la sintesi delle centinaia di commenti in risposta al nostro titolo di apertura: “Tentazione Cinque Stelle con il Pd derenzizzato: ma davvero possono governare insieme?”.

Non che la questione sia all’ordine del giorno. Ma, come abbiamo spiegato nei servizi interni, se dopo le Europee in caso di crisi di Governo si profilasse, come alternativa alle elezioni anticipate, la possibilità di dare vita ad un Esecutivo tra i Cinque Stelle – che, d’altra parte, dopo le politiche del 4 marzo dell’anno scorso proposero anche i dem la stipula di un contratto – sarebbe una strada percorribile? Sempre che, nel frattempo il neo segretario Pd, Nicola Zingaretti, abbia preso il controllo dei gruppi parlamentari oggi in mano in larga maggioranza ad esponenti renziani del partito.

Il risultato è un mezzo plebiscito: “Non diciamo str… lo sappiamo benissimo chi è Zingaretti, il copia incolla di Renzi”. “Mi viene l’itterizia (ingiallimento della pelle, ndr) solo a sentir parlare di alleanze con il partito che ci ha massacrato negli ultimi dieci anni”. E non è tutto:“Sarebbe la volta buona che Salvini e la Lega arrivino al 70%… altro che governare con il Pd!!! Scomparirebbero proprio!!!”. C’è pure chi la butta sulla scaramanzia: “Ma perché volete far morire mio nonno che ha 100 anni? Da quando ha saputo che in Italia non governa più il Pd… mi ha confessato… caro nipote, adesso io morirò a 105 anni. Visto che l’Italia finalmente si è svegliata?”.

E ancora. “Il vero suicidio del M5S, il Pd è la casta, quella che loro stanno lavorando per azzerarla”. “No, mai! Chi ha votato legge Fornero, chi è contro il Reddito di cittadinanza, chi ha abolito l’art.18 non può mai essere un partner del M5S”. Per altri il matrimonio col Pd sarebbe un’apocalissi: “Così facendo la Lega andrebbe al 60 per cento e i Cinque Stelle al 10”. “Se i Cinque Stelle vanno con il Pd si distruggono con le proprie mani”.

Non manca chi aspetta un segnale prima di pronunciarsi: “Stanno governando già bene con la Lega, se il “nuovo” Pd vuole fare qualcosa di sinistra deve condividere la proposta sul salario minimo. Altro che Tav”. E neppure chi scarica la domanda direttamente sui dem: “I 5 Stelle sono già al governo non hanno bisogno del Pd. Che propongano qualcosa di positivo per il paese già dall’opposizione invece di criticare e basta”. I possibilisti sono in netta minoranza. “Aspettiamo l’eventuale svolta del Pd. Vediamo se ci sarà un cambiamento”. Quelli che, invece, la considerano una strada percorribile, una merce rara. “Niente di strano, un contratto con la Lega o il Pd non cambia nulla. Anzi con il Pd vedo molti più temi in comune”.

Ma gli ostacoli ci sarebbero comunque: “Peccato che i 2/3 dei parlamentari del Pd siano tutti renziani…”. Non mancano ragionamenti più articolati. “Ricordiamoci che noi non siamo alleati con la Lega, noi abbiamo fatto un contratto con la Lega, noi avevamo proposto anche al Pd, (ma Renzi con la percentuale più bassa già voleva dettare le regole) e il Movimento si è alzato ed è uscito dalla stanza… Noi non dobbiamo essere di mentalità bassa come quelli che dicono ‘mai con loro perché mi stanno sulle palle a prescindere’. Sinceramente potevamo mai pensare di governare con la Lega?”. Si vedrà.