Mafia Capitale, Odevaine patteggia 2 anni e 8 mesi per il Cara di Mineo. Dovrà restituire anche 250 mila euro frutto della corruzione

di Alessandro Righi
Cronaca

Luca Odevaine patteggia due anni e otto mesi di reclusione oltre alla restituzione di 250mila euro (ritenuto il frutto dela corruzione) nell’ambito del processo di Mafia Capitale. Si chiude così parte della vicenda che vedeva coinvolto l’ex componente del “Tavolo di Coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo”. Nel mirino della procura erano finiti i rapporti che Odevaine intratteneva con quattro ex dirigenti della cooperativa “La Cascina” che hanno già patteggiato la pena lo scorso gennaio (tra i due anni e otto mesi e i due anni e mezzo).

L’ACCUSA
Secondo la ricostruzione della Procura Odevaine, tra il 2011 e il 2014, avrebbe ricevuto da Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita, in parte direttamente e in parte attraverso due suoi collaboratori, “la promessa di una retribuzione di 10mila euro mensili, aumentata a 20mila dopo l’aggiudicazione del bando di gara del 7 aprile del 2014 relativo all’appalto per la gestione del Cara di Mineo. Proprio al centro di accoglienza siciliano sarebbero dovuti essere assegnati i flussi di immigrati alle strutture gestite dal gruppo ‘La Cascina’, previo accordo con i dirigenti della stessa cooperativa del contenuto del bando.

ANCORA ALLA SBARRA
Odevaine resta sul banco degli imputati nel maxi processo di Mafia Capitale dove dovrà rispondere di un altro episodio di corruzione che gli viene contestato in concorso con il ras delle Cop Salvatore Buzzi e altri ancora. Odevaine si trova agli arresti domiciliari.

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