Manette agli evasori e digital tax. Ecco che c’è nel decreto fiscale. Pubblicato il provvedimento collegato alla Manovra. Stretta sulle finte coop e tassa sulle bibite zuccherate

di Laura Tecce
Politica

Il governo concede ad Alitalia un ulteriore prestito ponte di 350 milioni di euro, per la durata di sei mesi, per “indilazionabili esigenze gestionali”. Il finanziamento è previsto nel Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio, approvato salvo intese, dal Consiglio dei ministri nella seduta del 15 ottobre su proposta del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma non è l’unica novità contenuta nell’ultima versione del testo: innanzitutto scende il tetto per l’uso del contante, fissato a quota 2.000 euro per il 2020 e 2021 e a 1.000 dal 2022 in poi.

DAI GIOCHI AI CARBURANTI. Diverse sono poi le misure riguardanti il contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, con un inasprimento delle pene per i grandi evasori: si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti, si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, salta l’aumento della cosiddetta “tassa sulla fortuna” ma arriva al suo posto un rincaro del prelievo erariale unico applicato su slot e Vlt per quasi mezzo miliardo attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

CARCERE AGLI EVASORI. Sempre con l’intento di sradicare l’evasione, la pena massima di reclusione per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti passa da 6 a 8 anni. Per la precisione, la reclusione passa da un minimo di “un anno e sei mesi” e un massimo di “sei anni” a un minimo di “un anno e sei mesi” a “otto anni”.

DIGITAL TAX. Cambia anche il gettito atteso dalla digital tax che è stato rivisto al rialzo a 708 milioni l’anno rispetto alle versioni precedenti del testo. “Dal punto di vista finanziario – recita l’articolo – appare necessario tener conto che le attività imponibili in questione sono caratterizzate da un forte sviluppo annuale. Pertanto, rivedendo la stima originaria che stimava un recupero di gettito di 600 milioni annui e che faceva riferimento all’anno 2019, è stata ristimata la misura partendo da dati più recenti”.

IMU SULLE TRIVELLE. Tra le altre misure in arrivo l’Imu sulle piattaforme petrolifere a partire dal prossimo anno. L’imposta, che vale un incasso di 6 milioni, 4,3 dei quali andranno allo Stato, è calcolata ad un’aliquota del 10,6 per mille: il 7,6 per mille finisce all’Erario, il rimanente va ai comuni individuati con un apposito decreto. Il primo anno il versamento viene fatto allo Stato che poi distribuisce gli importi.

ALL’ANGOLO LE FINTE COOP. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva, non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori e poi svaniscono nel nulla. Colpire le false cooperative che da nord a sud forniscono manodopera a basso costo alle aziende e allo stesso tempo garantire allo Stato maggiori entrate per 400 milioni di euro all’anno. Nelle intenzioni del governo, questo meccanismo tributario permetterebbe di scardinare un sistema illecito diventato negli anni terreno fertile per caporalato, ‘ndrangheta e grandi evasori

PAGAMENTI ELETTRONICI. Inoltre, al fine di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

SUGAR TAX. Accanto alla plastic tax ci sarà anche una sugar tax, ma “limitata alle bevande” e non anche sulle merendine come aveva prospettato il titolare dell’istruzione Lorenzo Fioramonti.

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