Maxi rendimenti e gare fai da te. La concessione autostradale ai Benetton era un regalo pazzesco

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Alla fine il velo è stato alzato. Messi all’angolo dal Governo, nel giorno in cui il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli, doveva riferire in Parlamento (come poi è effettivamente avvenuto), quelli di Autostrade hanno svelato in fretta e furia l’ormai famigerata Convenzione che regola i rapporti tra il ministero (un tempo era l’Anas) e la società controllata dalla famiglia Benetton. Un modo un po’ maldestro per provare a recuperare un barlume di trasparenza, quando ormai era in corso di perfezionamento la “disclosure” chiesta da Toninelli, e di scaricare sullo Stato il riconoscimento di certi trattamenti privilegiati.

Cifre – Ad ogni modo uno degli aspetti che danno nell’occhio è rappresentato dalla maxiremunerazione riconosciuta dai precedenti Governi agli investimenti effettuati dal gruppo. Prima di addentrarsi nelle cifre, però, occorre contestualizzare storicamente Convenzioni e relativi allegati. La Convenzione base è stata firmata il 12 ottobre del 2007, quando al Governo c’era il centrosinistra guidato da Romano Prodi. Il primo atto aggiuntivo è del 24 dicembre del 2013, quando l’Esecutivo di larghe intese era guidato (sebbene ancora per poco) da Enrico Letta. A questo perido risale l’allegato E, quello che parla del “bottino” riconosciuto alla famiglia di Ponzano Veneto. In pratica viene fuori che la percentuale per la remunerazione del capitale investito nella manutenzione e sviluppo della rete è stata fissata al 10,21% lordo, che equivale al 6,85% al netto delle tasse. Una percentuale molto conveniente. Per dare un’idea, secondo quanto segnalato ieri da Repubblica.it, dal 2000 a oggi il rendimento dei titoli di stato italiani non ha mai superato il 4,79%. Le ragioni della remunerazione del capitale investito sono presto dette: per fare gli investimenti sulla rete il gestore può chiedere finanziamenti esterni, per esempio alle banche, pagando un interesse per i prestiti ottenuti.

Lo schema – La remunerazione serve a ripagare i costi per gli interessi passivi che vengono pagati sul debito che si è contratto, oltre ai costi per le tasse sul reddito. I Benetton, in ultima analisi, si sono visti riconoscere una remunerazione che ha abbondantemente ripagato i vari costi. I documenti contrattuali svelano anche il valore medio annuo degli investimenti per la manutenzione ordinaria della rete. Le stima parla di 290 milioni tra il 2013 e il 2038. La gran parte di questa manutenzione, si legge negli stessi documenti, è realizzata attraverso imprese esterne. Ma come emerso in passato, una bella fetta di questi appalti viene affidata in house, cioè a società che rientrano nella grande galassia dei Benetton. Tra queste c’è anche la Pavimental, azienda nota alle cronache per l’effettuazione di manutenzioni anche a Fiumicino (in concessione ai Benetton).

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