di Stefano Sansonetti
Un simpatico slogan pubblicitario, particolarmente in voga negli ultimi giorni, recita โattaccati al Cafโ. Di sicuro sono moltissimi gli italiani che in questi momenti febbrili di presentazione delle dichiarazioni dei redditi si stanno aggrappando ai Centri di assistenza fiscale. E di sicuro si attaccano ai Caf le compagnie di assicurazione, alle quali un decreto legislativo approvato sul finire dellโanno scorso ha consegnato un potenziale โregaloneโ. A godere, in particolare, รจ Unipol, il colosso bolognese controllato dalle coop rosse. Si dร infatti il caso che i Centri di assistenza fiscale, di fatto gestiti dai sindacati, siano obbligati per legge a stipulare polizze assicurative al fine di proteggersi da eventuali errori nella compilazione delle varie dichiarazioni fiscali.
IL QUADRO
Questo schema รจ stato imposto diversi anni fa. Ma con il dlgs 175 del 2014, attraverso il quale il governo di Matteo Renzi ha provato a inserire alcune semplificazioni fiscali (vedi il 730 precompilato), sono state introdotte due โestensioniโ di non poco conto. Innanzitutto il valore minimo del massimale di risarcimento รจ stato aumentato da 1 a 3 milioni di euro. In piรน รจ stato previsto che Caf e professionisti, nel caso di dichiarazioni errate, da adesso in poi saranno chiamati a rispondere di imposte, interessi e sanzioni. E questo in tutte le circostanze in cui lโerrore non รจ attribuibile a dolo o colpa grave del contribuente. La norma รจ stata duramente contestata dai Centri (che comunque, รจ bene ricordare, incassano un rimborso statale per ogni dichiarazione lavorata). โAl di lร dellโappesantimento economicoโ, spiega a La Notizia Valeriano Canepari, presidente della Consulta nazionale dei Caf, โla soluzione normativa รจ sbagliata perchรฉ potrebbe indurre i contribuenti a comportamenti dolosi, visto che prima lโimposta evasa era a carico dei contribuenti, mentre adesso รจ a carico dei Centri di assistenza fiscaleโ. Al punto che la Consulta โritiene la nuova norma incostituzionale, perchรฉ potrebbe finire con lโarricchire indebitamente il contribuente senza considerare che lโimposta รจ personaleโ. Detto questo si stanno vivendo momenti di grande fermento, poichรฉ le novitร introdotte dal dlgs 175 del 2014 dovranno portare a un aggiornamento delle polizze. E qui, a quanto pare, a farla da padrona รจ proprio Unipol.
IL PERIMETRO
Secondo la Consulta nazionale dei Caf, infatti, il colosso assicurativo guidato dallโAd Carlo Cimbri gestisce circa il 50-60% del mercato delle polizze stipulate dai Centri di assistenza fiscale. A Unipol, per dire, si rivolgono tra gli altri i Caf di Cgil, Cisl, Uil, Cna, Cia e Confesercenti. Dopodichรฉ, con quote minori, ci sono anche Generali, Vittoria Assicurazioni e qualche altro operatore. I valori delle polizze, stante il massimale previsto dalle legge, variano in proporzione al numero delle pratiche intermediate. Insomma, considerando lโandazzo del passato Unipol potrร contare su una bella fetta di affari. Bisognerร in ogni caso attendere la fase di aggiornamento delle nuove polizze. Finora, infatti, il processo era finito un bel poโ nel pantano per alcuni dubbi interpretativi non proprio secondari. Lo scorso marzo lโIvass, lโautoritร di controllo sulle assicurazioni che era stata chiamata in ballo dalle societร di settore, ha stabilito una volta per tutte che gli importi dovuti dai Caf nel caso di dichiarazioni errate hanno natura risarcitoria e non sanzionatoria. In questo modo la copertura non entra piรน in contrasto con il Codice sulle assicurazioni private e con il regolamento dellโistituto di vigilanza che vietano la stipula di assicurazioni sul pagamento di sanzioni amministrative. Adesso, oltre al perfezionamento delle polizze, non rimane che scongiurare il rischio finale. E cioรจ che i costi di copertura si scarichino sugli utenti finali. Ovvero sui contribuenti.
Twitter: @SSansonetti