Musicologi per l’Ambiente. Pure i concorsi sono stonati. Procedure delle selezioni sempre più strane. E nessuno si cura dei lavoratori Sogesid

di Clemente Pistilli
Cronaca

Il Governo è cambiato, ma al ministero dell’Ambiente non sembra essere cambiata la linea verso i lavoratori della Sogesid, la società del Ministero dell’economia e finanze che per anni ha fornito personale al dicastero ora retto dal ministro Sergio Costa, mandando avanti il lavoro nelle diverse Direzioni. Dopo anni di pracariato, ben quindici per alcuni dipendenti, e dopo aver superato delle selezioni, il personale dell’azienda del Mef dal 1 giugno 2018 si trova in un limbo. Tante promesse sulla stabilizzazione e l’internalizzazione, come avvenuto in passato per lavoratori provenienti da altre aziende, che sono rimaste tali. Il Ministero dell’ambiente ha deciso di procedere con i concorsi pubblici per reclutare personale, senza alcuna tutela per i dipendenti della Sogesid, che rischiano così a breve di finire disoccupati, con la loro società verso la dismissione, e ora emerge anche che ai concorsi sono ammessi i laureati in materie scarsamente legate all’ambiente.

I DIMENTICATI. Grazie al lavoro della Sogesid all’interno del dicastero di via Cristoforo Colombo vivono oltre 400 famiglie. Alcuni dipendenti della società del Mef sono impegnati da anni nel Ministero, svolgendo mansioni fondamentali per la struttura che dovrebbe rappresentare il volano della svolta green su cui punta l’Esecutivo giallorosso. Uomini e donne da oltre un anno rimasti senza alcuna garanzia. Alle rassicurazioni non hanno infatti fatto seguito i fatti. Dovranno affrontare il concorso come qualsiasi altro candidato e per chi non dovesse farcela, anche se vicino alla pensione, non sono previste tutele. Le selezioni vanno avanti, a breve si svolgerà la prima, e sinora tanto Costa, confermato nel Governo Conte 2, quanto il neo ministro dell’economia Roberto Gualtieri non sembrano essersi posto il problema Sogesid. Negli stessi bandi per reclutare personale, come denunciato dal Coordinamento lavoratori e lavoratrici Sogesid e dalle Camere del lavoro autonomo e precario, non mancano poi stranezze.

REQUISITI PARTICOLARI. Le materie scelte per la selezione hanno infatti spesso una scarsa attinenza con i temi ambientali, senza contare che alcune appaiono più legate alla ricerca scientifica, come botanica marina applicata, o con le competenze richieste al Ministero dell’agricoltura, come selvicoltura o estimo agrario e sistemi colturali. Per non parlare dei titoli di studio. In alcuni casi vengono esclusi quanti hanno una laurea legata appunto alle politiche green e vengono ammessi quelli che hanno lauree umanistiche. Il settore della geologia ad esempio è aperto ai musicologi e precluso a chi è specializzato in scienze ambientali, mentre chi è esperto in scienze naturali può partecipare alla selezione per esperti in economia. Più di qualcosa non torna. E come se non bastasse le lauree triennali vengono equiparate a quelle del vecchio ordinamento che in alcuni casi non consentono neppure di accedere alle prove.

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