Nella Capitale si vendono fumo e castagne

di Marco Castoro
Roma

di Marco Castoro

Il sindaco di Roma ha voluto battezzare il suo mandato con la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Andando subito a prendersi gli applausi dei pedoni, dei turisti, dei gladiatori e dei venditori ambulanti. Il decoro prima di tutto. Soprattutto nella città eterna. Ovviamente, la decisione di Ignazio Marino ha scontentato gli automobilisti. Ma pazienza. Chi guida l’auto a Roma è fin troppo abituato al caos, alle targhe alterne, alle multe e soprattutto alle buche che fanno delle strade della Capitale un autentico percorso di guerra, con buona pace dei gommisti, ai quali il lavoro giornaliero non manca di sicuro. Figuriamoci se ci si debba preoccupare di un divieto di transito in più. Semmai a mandare l’automobilista in bestia sono i parcheggi che non si trovano. Le soste a pagamento che il sindaco ha promesso di rivedere, ritoccando (al rialzo ovviamente) i prezzi ed eliminando i tagliandi giornalieri di 4 euro. Per non parlare delle multe verbalizzate da pizzardoni e ausiliari, anche se il ticket della sosta è stato pagato, seppure risulti scaduto da qualche… minuto. Beh, a volte i minuti diventano ore, ma non è colpa dell’automobilista. Semmai è del tempo che corre troppo velocemente. O del capufficio tiranno che non ti fa andare alla macchina. Tuttavia il Campidoglio ha bisogno di soldi. Quelli dell’Imu per la prima casa non entrano più in cassa. Bisogna andarli a prendere altrove. Con nuove tasse. Dai rifiuti, dagli automobilisti. Dai commercianti, dai ristoratori. Dai mezzi pubblici.
Però ci sono questioni che non si possono toccare. Le concessioni per l’occupazione pubblica, regolate da leggi e da inganni. Con i ricorsi al Tar che la fanno da padrone, dettando le condizioni. Con le responsabilità che si rimpallano tra il Comune e la Regione. Poi si viene a sapere che per un banchetto di castagne si paga 1 euro e 20 centesimi al giorno di affitto quando si incassano anche 4 euro al minuto. E lì ti parte la brocca.
Conviene precipitarsi in Comune e chiedere la licenza da caldarrostaio. Se te la concedono…

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